Ci risiamo, il centrodestra viterbese si spacca ancora. Dopo la crisi estiva, superata a fatica, Arena si ritrova a doverne fronteggiare un'altra

Il centrodestra viterbese torna a bisticciare: in Consiglio la maggioranza va sotto sull’approvazione del garante dei detenuti

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consiglio micci

La maggioranza di centrodestra regala ai viterbesi una crisi per ogni stagione. Dopo la crisi estiva, scatenata da Fratelli d’Italia, arriva ora la crisi invernale, scatenata sta volta da Forza Italia. Se però quella di agosto sembrava essere una spaccatura quasi obbligata, in quanto dettata dai comportamenti piuttosto ambigui di Fondazione, la crisi scoppiata ieri assume le sembianze di un vero e proprio suicidio politico.

In Consiglio si discute la proposta di Erbetti (5s) e Barelli sull’istituzione del garante dei detenuti e, dopo un accesissimo confronto tra centrodestra e minoranza, alla votazione la maggioranza va clamorosamente sotto di un voto e rimedia una legnata incredibile.

Ma andiamo con ordine: la proposta fu approvata in commissione all’unanimità quasi 18 mesi fa ma ieri Andrea Micci, capogruppo della Lega, ha chiesto di rivederne la struttura in quanto, secondo lui, alcuni Comuni che hanno istituito la figura del garante per i detenuti hanno optato per ampliarla come garante di tutti coloro che sono nelle carceri, come ad esempio polizia penitenziaria ed altri dipendenti. Fratelli d’Italia è d’accordo con Micci e chiede di far tornare la proposta in commissione al fine di modificare alcuni articoli. Apriti cielo. Erbetti e Barelli ritengono inaccettabile il retrofront di Lega e FdI, per questo è Giulio Marini (Forza Italia) a vestire i panni di mediatore per cercare di evitare il voto in Consiglio.

Probabilmente Marini, grazie alla sua esperienza, aveva intuito che una votazione in seduta avrebbe potuto dar luogo ad un imbarazzante teatrino. Niente da fare, i tentativi di mediazione del forzista vanno a monte e il centrodestra si spacca: Buzzi (capogruppo FdI) afferma che non ci sono margini di discussione, dello stesso parere la Lega ma, a quel punto, Insogna (Fondazione) annuncia che, se si dovesse votare, il suo sarebbe un voto favorevole alla proposta di Erbetti e Barelli.

A questo punto è Arena a giocarsi la carta del rinvio in commissione, ma neanche il sindaco riesce a placare gli animi. La proposta di rinvio finisce in parità e viene bocciata, confezionando un goloso assist a Barelli ed Erbetti che chiedono la votazione in Consiglio. Si consuma quindi la figuraccia del centrodestra che va sotto, la proposta per l’istituzione del garante dei detenuti passa con i voti della minoranza più quello di Insogna, che si esprime in direzione opposta alla “sua” maggioranza.

Arena e Forza Italia abbandonano la seduta al momento della votazione, verosimilmente per protesta dato che le altre forze di maggioranza non avevano votato per il rinvio in commissione. Con l’assenza dei Berlucones, FdI e Lega votano “no”, ma è ancora Fondazione a dare uno schiaffo ai suoi alleati: Santucci (capogruppo) si astiene e Insogna, come detto, vota a favore. La proposta di Erbetti e Barelli passa con 13 voti favorevoli e 12 contrari, la figura del garante dei detenuti sarà istituita così come voluta dai due consiglieri di opposizione.

Ora staremo a vedere che cosa accadrà nei prossimi giorni, l’unica cosa certa è che ora, in questo momento di crisi nera per la città di Viterbo, la giunta Arena poteva e doveva risparmiarsi l’apertura di un’ennesima crisi.

 

 

 

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