Il Cielo in una piazza: il Papa, da solo a San Pietro, dà voce alla speranza

L' assordante silenzio sembra riempirsi di milioni di preghiere. E poi suoni di campane e sirene. Dalla piazza si vede il firmamento illuminarsi di stelle

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Un’immagine che resterà per sempre nella storia: il Santo Padre solo davanti a una piazza San Pietro vuota.
Il colonnato del Bernini a sorreggere il Cielo e quelle lacrime di pioggia sul mondo, ad abbracciare simbolicamente tutti i fedeli collegati.

Dal vento che voltava le pagine del Vangelo durante i funerali di San Giovanni Paolo II, alle attese collettive dei fedeli prima delle elezioni dei nuovi pontefici, alle colombe che volavano sulla finestra del Pontefice, alla “carezza del Papa” ai bambini, tante sono le immagini di piazza San Pietro che conserviamo nel cuore .

Resterà anche quella di ieri, 27 marzo.
In piena epidemia, i cristiani pregano con il loro Papa, attendono la benedizione urbi et orbi, espongono il Santissimo Sacramento, hanno la possibilità di chiedere e ricevere l’indulgenza plenaria.

L’ assordante silenzio sembra riempirsi di milioni di preghiere. E poi suoni di campane e sirene. Dalla piazza si vede il firmamento illuminarsi di stelle.
Sono solo coperte dalle nubi, ma sono lì, a ricordare che c’è sempre la luce oltre il buio.

Il Papa prega per la fine della pandemia: “Dio, non lasciarci in balia della tempesta”.

Francesco ha presieduto lo storico momento di preghiera, come un padre che protegge i suoi figli, sul sagrato della Basilica di San Pietro, con la piazza lucida di pioggia; ha dato voce al bisogno universale di speranza; ha voluto creare un ponte fra Cielo e Terra.

Noi quaggiù, piccoli, disorientati, spersi, impauriti volgiamo gli occhi al firmamento, preghiamo ai piedi di un crocifisso già invocato dal popolo smarrito durante la peste.
La storia si ripete. Ci credevamo sani, in un mondo malato di fretta e di guadagno. Basta un minuscolo virus invisibile a far crollare certezze, disuguaglianze sociali, presunzione.

Ha detto il Papa: “Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti» , così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme.”

Tutti insieme: medici, infermieri, forze dell’ordine, addetti alle pulizie, politici, scienziati e il popolo di Dio che, con l’universalità della preghiera e l’unità spirituale, cerca nel Cielo un appiglio corale alla speranza.

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