Il Codacons scende in campo contro Talete e minaccia i sindaci assenteisti della Tuscia

Un dito puntato con decisione in seguito al flop dell'ultima assemblea pubblica indetta dalla Talete, annullata per il mancato raggiungimento del numero legale

397
acqua rubinetto talete

Codacons schierato contro i sindaci assenteisti della Tuscia. Un dito puntato con decisione in seguito al flop dell’ultima assemblea pubblica indetta dalla Talete, annullata per il mancato raggiungimento del numero legale.

Secondo l’associazione per i diritti dei consumatori, quindi, il “nemico” non è da ricercare in quei comuni che hanno deciso di opporsi all’ingresso in Talete. Comuni che, a quanto pare, subiranno un commissariamento da parte della Regione Lazio. Decisione che ha il sapore di un vero e proprio smacco, come cita il Codacons in un esposto affidato proprio alla Regione lunedì scorso: “La scelta di commissariare i comuni non ancora aderenti al gestore unico da parte della Regione Lazio è uno sfregio alla volontà popolare espressa nel 2011 col referendum sull’acqua pubblica, e alla legge regionale di iniziativa popolare, la 5/2014, legge che infatti giace nell’oblio”. 

La rabbia dell’associazione si rivolge anche e soprattutto contro la società che dovrebbe occuparsi delle forniture idriche sul territorio e che, da ormai anni, non è più in grado di fornire un servizio efficiente e in grado di tutelare il consumatore, sempre più spesso vittima di distacchi non dovuti e, soprattutto, di continui rincari sulla bolletta che, come su dichiarazione del Codacons “la società impone senza fornire servizi adeguati e senza effettuare investimenti sulla rete”.

Una situazione sempre più sconveniente, una bomba pronta ad esplodere che ha trovato il suo culmine nell’ultima assemblea dei soci dell’azienda idrica, fallita per mancanza del numero legale vista l’assenza di alcuni sindaci della Tuscia. Una mancanza grave secondo l’associazione dei consumatori, che nella veste del presidente Carlo Rienzi accusa i comuni assenteisti di vero e proprio boicottaggio arrivando a minacciarne poi la denuncia.

Una situazione spinosa, quindi, quella che continua a riguardare l’acqua pubblica in tutta la Tuscia. Una situazione su cui i consumatori chiedono chiarezza e su cui, a breve, la Regione dovrà prendere una posizione.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui