Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri ricorda l’eccidio di Ponte di Cetti, avvenuto l’11 agosto di quarant’anni fa, nel corso di una intensa e commovente cerimonia

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Viterbo- “Siamo tutti stretti in un simbolico abbraccio intorno alle loro famiglie, che sono anche la nostra”.

Così il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri gen. Giovanni Nistri ha ricordato oggi, nella chiesa delle Farine, l’eccidio di Ponte di Cetti. Il Vescovo di Viterbo mons.Lino Fumagalli ha officiato l’ intima e profonda celebrazione religiosa per la commemorazione della strage avvenuta l’11 agosto di quarant’anni fa, in cui persero la vita, crivellati di colpi, il brigadiere Pietro Cuzzoli e l’appuntato Ippolito Cortellessa. Morì quel giorno in servizio anche Antonino Rubuano, maresciallo di Montefiascone, all’inseguimento dei terroristi.

Il generale Nistri ha parlato alla vedova di Cuzzoli, Luisa D’ Ambrosio, ai figli Domenico e Piera, al figlio di Antonino Rubuano e agli altri parenti delle vittime, come un fratello, perchè l’Arma è, da sempre, un’unica, grande famiglia.

Il generale ha ripercorso i drammatici momenti del vile omicidio, ricordando che tanti Carabinieri muoiono ogni giorno per la Patria e dimostrando vicinanza ed empatia nei confronti dei parenti di coloro che difendono, fino all’ultimo, i più alti valori morali e civili.

Le vedove hanno dovuto crescere da sole i figli, nel ricordo del sacrificio dei padri.

Il generale ha ricordato anche che, in questo drammatico 2020, molti sono stati i Carabinieri contagiati e morti a causa del Covid-19 e il loro essere sempre presenti ad aiutare chi ha bisogno e a proteggere i cittadini.

Quell’11 agosto del lontano 1980, era una giornata afosa, come quella odierna. Era un lunedì della settimana di ferragosto. I due appartenenti all’Arma dei Carabinieri, il brigadiere Pietro Cuzzoli di Caprarola e l’appuntato Ippolito Cortellessa, in servizio a Viterbo, entrambi medaglia d’oro al valore militare, sicuramente non immaginavano che per loro quello sarebbe stato l’ultimo giorno di servizio insieme; erano usciti con la loro Alfa, come sempre, ma, uniti da un tragico  destino, furono colpiti a morte da un commando di terroristi, che poco prima aveva effettuato  una rapina in una banca di Viterbo.

Quel giorno morì anche il Maresciallo dell’Arma Antonino Rubuano di Montefiascone, già medaglia d’oro al valor civile.

Nell’anniversario del vile assassinio, oggi, 11 agosto, presso il piazzale Ponte di Cetti, teatro della mattanza, è stata deposta una corona d’alloro sotto la lapide che ricorda il sacrificio dei due valorosi Carabinieri.

Presenti alla cerimonia, fra gli altri, il Comandante Generale dell’ Arma dei Carabinieri, generale di Corpo d’ Armata Giovanni Nistri, il Comandante della Legione Carabinieri Lazio generale di Brigata Marco Minicucci, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Viterbo colonnello Andrea Antonazzo, il Vescovo della Citta’ di Viterbo Monsignor Lino Fumagalli, il prefetto di Viterbo dott. Giovanni Bruno, il Sindaco della città dei Papi Giovanni Arena, il sindaco di Caprarola Eugenio Stelliferi, il senatore della Lega Umberto Fusco, i familiari, i colleghi e gli amici delle vittime, che  hanno commemorato la barbara uccisione di due eroi dell’ Arma dei Carabinieri: il brigadiere Pietro Cuzzoli e l’appuntato Ippolito Cortellessa.

Tutti hanno espresso la loro vicinanza alle famiglie dei militari uccisi, la loro gratitudine e il profondo rispetto per le vittime del terrorismo.

Presente anche, da quarant’anni, alla cerimonia, uno dei più anziani Carabinieri di Viterbo, invalido per servizio, amico fraterno e collega dei militari uccisi, che quel tragico giorno, arrivò per primo, con il Capitano, sul luogo della strage, il maresciallo magg. Secondino Stefanini, di 88 anni.

Nell’ occasione della sua venuta a Viterbo, il Comandante Generale dell’ Arma dei Carabinieri, ha visitato le stazioni di Bagnaia e di Sutri, dove ha salutato i carabinieri presenti e li ha ringraziati per l’ importante lavoro svolto quotidianamente a servizio degli altri e l’efficace e intenso presidio del territorio effettuato anche durante il periodo del lockdown.

Nel corso della cerimonia della deposizione della Corona d’alloro, sono state lette anche le rispettive motivazioni per le quali, nel 1982, veniva conferita a Pietro Cuzzoli e a Ippolito Cortellessa la medaglia d’ oro al valore militare:

“Capo equipaggio di autoradio, impegnato con militare dipendente nella ricerca degli autori di audace rapina ad istituto di credito, poi risultati appartenenti a pericolosa formazione eversiva, nel corso di operazione di controllo di elementi sospetti, veniva proditoriamente aggredito e ferito con un colpo di pistola da uno dei banditi che si era mimetizzato con i complici tra un gruppo di persone in attesa di trasporto urbano. Benchè menomato dalle lesioni riportate, ingaggiava violenta colluttazione con l’ aggressore , riuscendo a ferirlo con la sua stessa arma e cessando di lottare solo quando veniva raggiunto mortalmente da altri quattro colpi. Mirabile esempio di eccelse virtù militari , fulgido ardimento ed assoluta dedizione al dovere , spinti con serena consapevolezza fino all’ estremo sacrificio. Viterbo, 11 agosto 1980”.

“Conduttore di autoradio , impegnato con sottufficiale capo equipaggio nella ricerca degli autori di audace rapina ad Istituto di Credito, poi risultati appartenenti a pericolosa formazione eversiva, nel corso di operazione di controllo di elementi sospetti, accorreva in difesa del superiore proditoriamente aggredito e ferito da colpo di arma da fuoco esploso da un malvivente. Assalito a sua volta da altro bandito, ingaggiava violenta colluttazione nel corso della quale veniva ferito mortalmente da un terzo criminale , nel frattempo sopraggiunto. Mirabile esempio di generosità, eccelse virtù militari, fulgido ardimento ed assoluta dedizione al dovere , spinte con serena consapevolezza fino all’estremo sacrificio. Viterbo, 11 agosto 1980 “.

Ai due carabinieri è stata concessa anche la medaglia d’ oro di vittime del terrorismo. Nel 2011 il Presidente della Repubblica ha concesso anche al maresciallo Antonino Rubuano la medaglia d’ oro di vittima del terrorismo.

Onore a tutti i militari caduti nell’esercizio delle loro funzioni. Possano sempre essere un valoroso esempio per tutti noi.

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