La "bufala" sulla presunta installazione dell'app senza il consenso dell'utente nel frattempo è stata smentita da più fonti

Il complottone su “App immuni e tracciamento dei contatti”, ci casca anche il vice sindaco di Montefiascone

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app telefono

Ai tempi del Coronavirus ci siamo abituati alla circolazione dei contenuti più disparati sul web e anche delle teorie del complotto più “fantasiose”: dal 5G alle scie chimiche, fino ad arrivare alla negazione stessa dell’esistenza del Covid-19.

Ora che il governo italiano ha annunciato la partenza della sperimentazione dell’App Immuni nelle Regioni pilota italiane (Liguria, Abruzzo, Marche, Puglia) c’è chi si scaglia contro la presunta “violazione dei diritti costituzionali e della privacy” che ciò comporterebbe.

Nelle ore scorse, in particolare, si è accesa la polemica sul profilo Facebook del vice sindaco e assessore ai Servizi Sociali, Istruzione e Tributi di Montefiascone, Orietta Celeste, in seguito della pubblicazione del seguente post:

“A tutti i miei contatti, che installeranno l’app COVID-19, vi prego di cancellarmi dalla vostra lista di contatti telefonici e Facebook prima di installare l’app sul vostro smartphone!
Non fornisco il mio consenso per usare il mio numero di telefono in connessione con la tua app per l’identificazione, il monitoraggio o la localizzazione della mia persona!!!
Perché, se scaricate questa applicazione tutti i vostri contatti saranno conosciuti e rintracciati a loro volta, contro la loro volontà.
Grazie, amici, ma io sono totalmente contrario a che si possa istallare una simile app sul cellulare. Tale richiesta, da parte del governo o di chiunque, è ASSOLUTAMENTE ILLEGALE POICHÉ PRIVA IL DIRITTO DELLA PERSONA, SANCITO DALLA COSTITUZIONE, A TUTELARE LA PROPRIA PRIVACY!”.

 

Molte persone nei commenti sotto al post hanno sottolineato come l’app Immuni possa in realtà rivelarsi molto utile ai fini del tracciamento delle persone contagiate dal Covid, a patto che venga scaricata da almeno il 60% della popolazione – cosa già largamente confermata da quanto accaduto nelle aree del mondo dove è già stata utilizzata, come la Corea – e anche il fatto che non esista alcuna prova scientifica a sostegno del presunto “tracciamento dei contatti che avviene senza consenso” profetizzato dal vice sindaco Celeste, peraltro “esperta di Scienze Giuridiche” e avvocato.

La smentita alla teoria complottista nel frattempo è arrivata da più fronti sul web:

https://www.open.online/2020/05/28/coronavirus-il-complottone-di-google-che-vi-installa-lapp-di-tracciamento-immuni-senza-il-vostro-consenso/

E anche dal Garante della Privacy, che ha spiegato che “dovrà anche essere garantita la trasparenza del trattamento a fini statistico-epidemiologici dei dati raccolti e individuate modalità adeguate a proteggerli, evitando ogni forma di riassociazione a soggetti identificabili e adottando idonee misure di sicurezza e tecniche di anonimizzazione” e che “la conservazione degli indirizzi Ip dei cellulari dovrà essere commisurata ai tempi strettamente necessari per il rilevamento di anomalie e di attacchi”:

https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9356588

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