L’assessore alla cultura Raffaella Bruti, con il maggiore Antonino Zangla e il maresciallo Piergiorgio Scoparo, ha incontrato il 31 gennaio gli studenti della scuola media cittadina: “Un ricordo ancora vivo, che abbiamo il dovere morale di onorare e tramandare ai giovani”

Il Comune di Bolsena ricorda il carabiniere Giuseppe Savastano ucciso nel 1982 dai terroristi del gruppo “Prima Linea”

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“Un ricordo ancora vivo, che abbiamo il dovere morale di onorare e tramandare ai giovani”. Parole dell’assessore alla cultura di Bolsena Raffaella Bruti che, con il comandante della compagnia dei Carabinieri di Montefiascone, il maggiore Antonino Zangla, e il comandante della stazione dei Carabinieri di Bolsena, maresciallo Piergiorgio Scoparo, ha incontrato il 31 gennaio gli studenti della scuola media cittadina, per commemorare il carabiniere ausiliare bolsenese Giuseppe Savastano ucciso 40 anni fa (il 21 gennaio del 1982), insieme al collega Euro Tarsili, da terroristi del gruppo “Prima Linea”, mentre era in servizio a Monteroni d’Arbia, in provincia di Siena.
Nello scontro a fuoco fu ferito gravemente il maresciallo capo Augusto Barna. Savastano e Tarsilli sono stati decorati della Croce d’oro al valor militare alla memoria, mentre il maresciallo Barna è stato insignito della medaglia d’argento al valor militare. “L’incontro è stato fortemente voluto dal Comune, in collaborazione con il comando della compagnia dei Carabinieri di Montefiascone e quello della stazione di Bolsena– dichiara l’assessore alla cultura Bruti -. Con il passare del tempo, infatti, diventa indispensabile mantenere vivo nelle nuove generazioni il ricordo di chi ha sacrificato la propria vita per difendere le istituzioni. Ringrazio la scuola per aver accolto il nostro invito, nonché il maggiore Zangla e il maresciallo Scoparo per aver portato la loro preziosa testimonianza, che ha trovato giovani attenti e interessati”.
L’incontro è stato l’occasione per approfondire la conoscenza di uno dei periodi più difficili per l’Italia: gli “anni di piombo”. “Ed è stato lo spunto per sottolineare quanto sia importante la “memoria storica” degli eventi più tragici che hanno segnato l’umanità – conclude l’assessore alla cultura Bruti -, perché la società possa formare gli “anticorpi” necessari per prevenirne il ripetersi”.

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