Il Coni ha deciso: niente sport fino al 3 aprile! La palla passa al Governo

224

 “Si è svolta oggi pomeriggio al Foro Italico una riunione, indetta dal presidente del CONI Giovanni Malagò, e alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle Federazioni degli Sport di Squadra, al termine della quale il CONI all’unanimità ha stabilito che: sono sospese tutte le attività sportive ad ogni livello fino al 3 aprile 2020; per ottemperare al punto sopra descritto, viene richiesto al Governo di emanare un apposito DPCM che possa superare quello attuale in corso di validità; di chiedere alle Regioni, pur nel rispetto dell’autonomia costituzionale, di uniformare le singole ordinanze ai decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri al fine di non creare divergenti applicazioni della stessa materia nei vari territori.”

Questo è quanto emerso dalla riunione straordinaria svoltasi oggi pomeriggio e voluta con urgenza dal presidente del Coni Giovanni Malagò. La decisione, quindi, sarebbe quella di bloccare ogni manifestazione sportiva, su tutto il territorio italiano, fino al 3 aprile, data nella quale il Governo ha fissato il termine attuale della fine delle misure anti-Coronavirus. Proprio il Governo, però, deve prendere in considerazione tale richiesta ed emanare un apposito decreto per far sì che ciò accada. Quello attuale, infatti, prevede lo svolgimento delle attività sportive, anche se solo a porte chiuse.

L’emergenza Covid-19 non si placa e continua a creare disagi in tutta Italia e in tutti gli aspetti del paese. L’ambito sportivo, tuttavia, è sembrato essere quello più disorganizzato e meno reattivo nel prendere misure adeguate. Fin dall’inizio della diffusione del Virus, il mondo dello sport ha vissuto momenti caotici e preso decisioni in continuo contrasto l’una dall’altra. Svolgimento regolare del campionato, primi rinvii, stadi chiusi ma possibilità di andare in trasferta per i residenti in zone rosse, poi le porte chiuse, ora la richiesta di stop. Uno sport che continua, un altro che si ferma. Ecco perché, allora, Malagò ha voluto tutti i rappresentanti degli sport (individuali e di squadra) per prendere una decisione che sia definitiva e uguale per tutti. Ora la palla passa al Governo, il quale dovrà decidere se far rispettare l’attuale decreto o emanarne uno nuovo accogliendo le richieste del Coni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui