Il consiglio che non c’è… La maggioranza tratta, l’opposizione protesta

ll Consiglio che non c’è... Il numero legale che non viene raggiunto per l' assenza degli eletti della maggioranza, primo cittadino compreso.

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Il Consiglio che non c’è… Il numero legale che – nel pomeriggio – non viene raggiunto per l’ assenza degli eletti della maggioranza, primo cittadino compreso (che l’ aveva del resto annunciato). Era prevedibile che andasse così, come avevamo scritto stamattina. Perché il quadro politico per Palazzo dei Priori è in febbrile movimento. Il centro-destra – dopo le novità di ieri a Gradoli – dà l’ impressione di potersi ricompattare attorno al sindaco forzista Giovanni Arena, ma ha bisogno ancora di qualche giorno per giungere a un chiarimento serio e spegnere la tensione accesasi tra Lega e Fratelli d’ Italia dopo il traumatico passaggio di Claudia Nunzi e Antonio Scardozzi al partito di Giorgia Meloni.
Altrettanto prevedibile la furiosa reazione dell’ opposizione, a partire da Chiara Frontini: “Oggi i banchi della maggioranza sono vuoti non solo di idee, ma anche fisicamente – ha tuonato la leader di “Viterbo 2020″ – Il nostro sindaco, come Ponzio Pilato, ha preferito lavarsene le mani e non presentarsi a una seduta consiliare da lui stesso convocata”. A seguire, un colorito intermezzo organizzato dai suoi seguaci, la sala d’ Ercole che si è riempita di stampe rappresentanti la Lupa capitolina: “La città è sotto schiaffo da parte di chi decide a Roma per noi”, ha dichiarato la Frontini motivando la “performance” e riferendosi alla decisiva riunione del centro-destra fissata per mercoledì. Luisa Ciambella (PD) ha definito quello che sta accadendo “uno spettacolo indecente, con un sindaco e una maggioranza fuggitivi, non in grado di assumersi le proprie responsabilità”. Giacomo Barelli (Viva Viterbo) ha incalzato: “Il titolo di oggi sarà ‘un sindaco in fuga!’. Massimo Erbetti (Cinque Stelle) ha manifestato preoccupazione rispetto all’ imminente scadenza dell’ approvazione del bilancio 2019 e si è domandato “a che cosa serva votare se l’ amministrazione comunale non si degna di rispettare i suoi impegni”.
Un fuoco di fila che non scompone più di tanto gli esponenti del governo cittadino, che continuano a trattare in questo confronto-scontro. Mentre si fa sempre più insistente l’ ipotesi del rientro in giunta della Nunzi, ma con deleghe diverse rispetto a quelle che aveva prima della crisi.

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