Il Covid-19 non demoralizza lo Scoutismo

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Durante il Fascismo vennero sciolte tutte le associazioni giovanili compresi i movimenti Scout. Un gruppo di ragazzi sfidarono il regime di Benito Mussolini incontrandosi clandestinamente per cercare di non far morire i principi e le attività del movimento fondato da Baden Powell nel 1907 presso l’Isola di Brownsea.

Paradossalmente l’intero mondo scoutistico si ritrova nuovamente in pericolo nel 2020: arriva il Covid-19.
La SarsCov2, che mette in ginocchio l’intero sistema globale, porta alla chiusura delle attività all’aria aperta, alle riunioni in uniforme, al dover obbligatoriamente rimanere rinchiusi nelle proprie abitazioni. Ma lo Scout conosce un sentimento che altri hanno abbandonato: sorridere e cantare nelle difficoltà!
Agesci, Fse e Cngei danno vita allo Scoutismo 2.0, ovvero il non abbandonare del tutto le attività o qualsiasi forma di laboratorio educativo e le riunioni con i ragazzi/e di ogni singolo gruppo.
Tramite le piattaforme Zoom, Jitsi e Meet ogni regione, partendo dagli organi nazionali, vengono svolte a distanza le varie attività portando tutti i Capi Scout a dover ingegnarsi su come svolgere e continuare il metodo educativo di B.P.
La tecnologia ha il suo inizio nelle varie realtà cercando di unire e mantenere i rapporti per la sopravvivenza del movimento. Ci si riesce! Ma ogni cosa porta con sé un dubbio: “Dopo si potrà tornare come prima?”
A questo quesito vengono subito pianificate eventuali attività “a distanza” con mascherine e guanti semmai si potrà ricominciare il prima possibile. Con probabilità non verranno effettuati campi estivi – non succedeva dalla fine della seconda guerra mondiale – e si continuerà nel pianificare nei miglior modi possibili le attività.
La luce ritornerà e quando sarà il momento il mondo Scout ritornerà a cantare e camminare sui percorsi montani e non solo!
Fausto Maria Natali

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