Il Cts blocca ancora il calcetto, l’imbarazzante scarica barile tra Spadafora e Speranza. Achilli (FI): “Mi appello alla Regione”

398

Niente da fare, il Comitato Tecnico Scientifico ha detto no alla ripartenza del calcetto. La decisione era già nell’aria, ma i gestori dei diversi centri sportivi sparsi per l’Italia ci aveva creduto. Per loro, la delusione è stata cocente.

Cosa è successo? Quello che succede da tre mesi a questa parte, ovvero c’è stato l’ennesimo ed imbarazzante scarica barile tra ministeri e ministri. Vincenzo Spadafora, ministro grillino dello sport, aveva dato (colto finalmente da un barlume di ragione) l’ok alla ripartenza, ma ha passato la palla al ministro della salute Roberto Speranza che, ovviamente, per non prendere di sua spontanea volontà una decisione, si è avvalso del parere del Comitato Tecnico Scientifico. Come prevedibile, gli esperti si sono opposti ad una riapertura del calcetto in quanto viene considerato “sport di contatto”. Ora sarà da vedere cosa deciderà di fare Speranza, anche se sembra abbastanza scontato che i diktat del Cts saranno ancora una volta seguiti alla lettera.

Il tutto con buona pace di piccoli imprenditori come Arcangelo Meschini, che stanno rischiando di chiudere e di buttare al vento anni di sudore e sacrifici.

In tutto questo caos decisionale, abbiamo voluto sentire il parere di Matteo Achilli, consigliere di Forza Italia con delega allo sport e alle relazioni con le società sportive.

“Il ministro Spadafora aveva dato l’ok, ora bisogna aspettare Speranza. Ma cosa farà? Se desse l’ok sbugiarderebbe il Comitato, e lì ci domanderemmo a cosa serva il Comitato. L’Italia non ha bisogno di pareri ma di azioni sicure”, ci dice Achilli.

A Viterbo il calcetto è sicuramente lo sport amatoriale più praticato, il consigliere infatti ci dice: “Qui abbiamo strutture pubbliche, private e addirittura oratori che si sostengono con il calcetto amatoriale, non poter lavorare li ha messi in difficoltà. Io stesso sono un fruitore, gli amici con cui vado a cena e con cui vado al mare sono gli stessi con cui gioco a calcetto. Ci lasciano fare le cene con gli amici, consentono la movida e poi bloccano il calcetto?”. E la stessa domanda che si è posto Achilli se la saranno posta in molti.

Il Comune di Viterbo non può disattendere le linee guida governative, perciò per far ripartire lo sport più amato dagli italiani serve un piano B: “Mi appello alla Regione Lazio, Zingaretti si assuma le responsabilità che si sono assunti i governatori della Sicilia e delle Marche per dare l’opportunità a queste aziende di riaprire e rialzare la testa dopo la crisi che le ha colpite”.

“Sono molto contento che siano ripartiti sport come il tennis, il rugby ed il basket, ma per far ripartire il calcetto bisogna capire che c’è un problema di fondo: non possono essere prese decisioni su scala nazionale. Bisogna analizzare regione per regione, poi torneremo a giocare in sicurezza e, soprattutto, torneremo alla normalità. Ma qualcuno si deve prendere la responsabilità di farlo…” .

Infine, Achilli si schiera con i tantissimi gestori di centri sportivi viterbesi: “A Viterbo persone come Arcangelo Meschini, Andrea Damiani e Don Pino sono conosciutissime, sono personaggi storici dello sport amatoriale viterbese e noi giovani abbiamo calcato almeno una volta i loro campi. Devono essere tutelati come chiunque altro gestisca centri che fanno attività ludico-sportiva”.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui