Il dato incontestabile: scuola fondamentale nell’aumento dei contagi

In una discussione che sembra non riuscire a trovare una ragione definitiva, ecco in nostro aiuto i numeri: questi non ammettono errori

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E’ complicato e illusorio riuscire a trovare un colpevole univoco in merito al peggioramento tangibile che di giorno in giorno sta colpendo la nostra nazione per quando riguarda la situazione coronavirus; eppure, in nostro aiuto, abbiamo deciso di chiamare le cosiddette “scienze dure”, ossia, in questo caso, la matematica e la statistica. Non che si possa guardare solo a esse, questo è certo: ma giustificare un dato inequivocabile come quello del rapporto tamponi-positivi, non è per noi cosa difficile. E, questa volta, non potranno essere ammesse contestazioni: la matematica non è un’opinione.

Parliamo, dunque, di numeri. La nostra scelta, tra i tanti dati con cui veniamo bombardati ogni giorno da migliaia di giornali e associazioni, si è mossa ancora una volta nella direzione di non voler ammettere più contestazioni: ecco allora che, come dicevamo prima, per evitare diffidenze sulla scelta dei numeri (per esempio casi nelle giornate con meno tamponi, o positivi senza contare i contagi) abbiamo deciso di prendere in considerazione la variabile tamponi-positivi. Incontestabile poiché, pur con la dovuta differenza di tempo, è il dato che più dimostra la veridicità di quanto andremo ad affermare. Incontestabilmente.

E non si venga a ribattere, alla fine del conteggio, che oggi i tamponi sono più concentrati, perché è esattamente il contrario: i tamponi un mese fa erano concentrati unicamente sui fortemente sospettati, dunque in proporzione c’era una possibilità maggiore di scovarne effettivamente positivi rispetto a oggi, in cui intere associazioni, scuole, singoli, società sportive e quant’altro, fanno dei tamponi per pura precauzione.

Non si ribatta neanche argomentando con il fattore caldo: ipotesi ormai provata in negativo da mesi.

Ma senza dilungarci troppo, passiamo al dato:

  • ieri, 14 ottobre, dopo un mese dall’inizio dell’attività scolastica in presenza, sono stati rintracciati ben 7332 casi su un totale di 152mila tamponi: siamo, nel rapporto, a un 4,8%.
  • l’11 settembre, due giorni prima che cominciasse la scuola (e neanche in tutta la nazione) venivano rintracciati 1616 positivi su un numero complessivo di 99mila tamponi: il rapporto, come potete immaginare, era dell’1,5%.
  • il 20 agosto, circa venti giorni prima dell’inizio delle scuole, e prima anche, tuttavia, dei corsi di recupero svoltisi antecedentemente rispetto all’11 settembre, furono scovati 845 nuovi contagi su 77mila tamponi. L’1%.
  • Dunque, da quando la didattica è stata ripresa, il rapporto è salito del 3,3%. Se contiamo anche i recuperi, addirittura del 3,8%.

Sir. Conte e Miss. Azzolina, i due principali responsabili che possiamo individuare (anche se sappiamo che il tavolo delle decisioni è molto più ampio) piuttosto di non perdere i voti da tutti i genitori che giustamente si lamenterebbero per non saper dove scaricare i propri figli (questione certamente da risolvere, ma d’importanza inferiore rispetto alla salute dell’Italia intera e al ritorno a un nuovo lockdown) e per accaparrarsene di nuovi mostrandosi fieri amanti dell’istruzione “come si deve“, stanno rischiando di trascinare l’Italia verso un’altra inaccettabile/impossibile quarantena.

Il movimento per le strade e gli atteggiamenti degli studenti, per quanto i due furbetti sostengano il contrario, e per quanto si cerchi di imporre regolette su banchi a rotelle e mascherina, è empiricamente il motivo principale dell’aumento dei contagi e del rischio di un nuovo lockdown. Hanno entrambi rilasciato una dichiarazione nella quale sostengono che non si sono riscontrati “generalmente” (dai, non ridete!) focolai nelle scuole, non citando il fatto che, se anche ci fossero stati, non se ne sarebbe accorto praticamente nessuno, dato che i giovani sono per più del 90% asintomatici; ci si accorge, certamente, quando questi piccoli contagiano i loro poveri parenti più anziani, i quali, poi, nel tracciamento, riportano la causa a chissà quale altra istituzione.

La chiusura della didattica in presenza è urgente, e ogni giorno che passa è una corsa in più verso la clausura.

Ma siccome non ci piace parlare del nulla, vi lasciamo con altri dati.

  • A oggi, le scuole con almeno un caso (e, di conseguenza, potete immaginare quanti altri) sono state 1183. 1183 scuole di cui almeno uno studente è entrato in contatto con i compagni, con i mezzi pubblici, con le superfici e gli strumenti degli altri.
  • Le scuole chiuse per Covid19 sono 209. Non è necessario dire che, se non chiuderà Conte, la chiusura avverrà per forza di cose da sé, ma con “qualche” danno in più che può e deve essere evitato.
  • Dal 14 maggio al 14 settembre, in ben 4 mesi, il totale dei positivi è salito di 65.665.
    Dal 14 settembre al 14 ottobre, in un solo mese, il totale dei positivi è salito di 84.038.

 

 

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