Sembra che le eminenze grigie abbiano deciso chi sarà il candidato sindaco da spingere alle prossime comunali

Il “Deep State” viterbese ha scelto su chi puntare per le prossime elezioni

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L’attacco frontale al sindaco Giovanni Maria Arena ha fatto capire a tutti – o quasi – che il “Deep State” di cui parlavamo qui ha deciso di scaricarlo e puntare su altri politici. La rosa, va detto, non era poi così ampia e, soprattutto, le possibilità di riuscita del piano erano esigue in quasi la totalità dei casi.

Pd? Movimento Cinque Stelle? No. Le eminenze grigie viterbesi hanno scelto di puntare su di una forza politica che, di fatto, è un ibrido. Stiamo parlando di Viterbo 2020, il movimento civico di Chiara Frontini che nel 2018 per un pelo non si è imposto alle elezioni. Il progetto della giovane viterbese è interessante, fresco, ha già una buona radicazione nel territorio e, soprattutto, non ha una linea politica ferrea, per questo è molto camaleontico. Tutte caratteristiche che piacciono al para-stato viterbese, anche perché, come detto, la concorrenza era quasi nulla.

Il Partito Democratico, spaccato tra correnti nella Tuscia, non è riuscito in tre anni a proporre una guida che potesse renderlo competitivo elettoralmente. Anzi, la guida c’era ma è stata fatta fuori in nome di un’assurda guerra fratricida costata, tra l’altro, moltissimi flop alle recenti amministrative. Il suo successore Alvaro Ricci, abile ed esperto, è comunque nell’inevitabile parabola discendente della sua carriera e Francesco Serra, da poco rientrato nel gruppo in Comune, non gode della piena fiducia delle basi dem. Massimo Erbetti, voce pentastellata nel Viterbese, non è riuscito ad espandere i suoi consensi, mentre Giacomo Barelli sembra ancora essere in cerca di una vera e propria sistemazione politica. Insomma, nessuno di questi profili sembrava soddisfare le richieste del “Deep State”. Per questo è stato deciso di giocarsi tutto sulla Frontini ed i suoi.

Prima era considerata una pericolosa e strenua oppositrice della partitocrazia, ora invece è stata designata per diventare il braccio armato dell’establishment nostrano ed accomodarsi sullo scranno più alto di Palazzo dei Priori. Lei, a differenza di tutti gli altri avversari, ha dimostrato di essere in grado di sfidare ad armi pari un colosso come il centrodestra, spinto dai suoi esponenti di rilievo come Salvini, Meloni e Tajani. Per un soffio, nel giugno di tre anni fa, la Frontini non è diventata sindaco di Viterbo. Un pugno di voti, 500 per la precisione, persi in diversi seggi, soprattutto in quelli delle frazioni. Un sogno che, nella calda notte dello spoglio, si è trasformato in una delusione cocente. Eppure Viterbo 2020 è riuscito a rialzarsi dopo la beffa, impresa non facile per una lista civica dalla struttura non proprio esperta. Va detto, tutto sommato, che a favorire l’esplosione di Viterbo 2020 fu il Partito Democratico, che decise inspiegabilmente (ma non troppo) di presentarsi separato alle urne.

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Chiara Frontini

La formazione politica di Chiara Frontini affonda le proprie radici nella destra viterbese, quella, per intenderci, dell’ex sindaco Giancarlo Gabbianelli, uno dei suoi mentori. Diplomata con lode al Buratti, laureata con il massimo dei voti e con la lode in Scienze Internazionali e Diplomatiche, ammessa alla London School of Economics, a 22 anni Chiara viene chiamata per fare l’Assessore alle Politiche del Lavoro e della Formazione, Energia, Europa, Innovazione e Nuove tecnologie, Servizio Civile e Film Commission della città di Viterbo. L’esperienza, però, dura poco, per la precisione 9 mesi. A lei le logiche della partitocrazia non piacciono, vuole provare a fare la sua rivoluzione. Ecco così che alle elezioni del 2013, vinte poi dal Pd, si candida in solitaria e riesce a conquistarsi un posto in Consiglio, sorprendendo tutti. Dopo 5 anni di opposizione, come noto, si ricandida e questa volta sfiora il colpaccio. Beh, non c’è che dire: un curriculum di tutto rispetto per una donna nel pieno della propria carriera che non gode dell’appoggio di nessun partito nazionale. Possiamo tranquillamente dire che il percorso di Chiara Frontini, ad oggi, è sbalorditivo.

Una mentalità vincente e dedita al sacrificio, sempre molto vicina alle istanze e ai disagi dei cittadini. Mai una parola fuori posto, mai un atteggiamento sopra le righe. Tuttavia, se si vuol arrivare a coronare i propri sogni, a volte bisogna scendere a compromessi.

Il compromesso la Frontini sembra averlo raggiunto con l’arrivo del Covid. Il centrodestra, che governa praticamente da dopo Mani Pulite, eccezion fatta per la parentesi Michelini, a Viterbo vanta un elevatissimo consenso elettorale, leggerissimamente ridimensionato a causa della pandemia. L’establishment non vedeva l’ora che arrivasse un’occasione ghiotta come questa per provare ad imporsi definitivamente. Ora più che mai, Frontini ed il suo movimento possono e devono tentare la spallata decisiva. Per non rischiare di vedere tutti gli sforzi in fumo a causa di una manciata di voti, Viterbo 2020 e la sua guida sembrano aver deciso che c’é bisogno di una spinta. E chi può darla se non i signorotti che cercano di influenzare la vita politica – e non solo – della Città dei Papi?

Questo, più che un aiuto, per la candidata in pectore potrebbe diventare un bel rischio.

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Chiara Frontini, capogruppo di Viterbo Venti Venti

La forza di Viterbo 2020 è stata l’indipendenza da tutti, siamo davvero sicuri che convenga cedere alle richieste e ricevere questo “aiutino”? Del resto, e questa è cosa nota, tutti i candidati appoggiati dal “Deep State” viterbese hanno fallito miseramente. E’ come se ci fosse una sorta di maledizione (o benedizione, dipende dai punti di vista). La Frontini potrebbe essere la prossima vittima di questo particolare anatema, rischiando di gettare al vento anni e anni di lotte, impegno e sacrifici. Per quale motivo un astro nascente con una mentalità predisposta alla vittoria si affida a dei perdenti di razza?

Ed è proprio questo che lascia un po’ perplessi: possibile che un politico scaltro, intelligente e capace non riesca ad accorgersi dell’incredibile trappola che si cela sotto le foglie? Se la Frontini dovesse “spersonalizzare” il suo movimento, accodandosi al delirante trenino dei parvenu della politica viterbese ed assecondando lo sfrenato protagonismo dei vari guru della fuffa, scriverebbe quasi certamente la parola “fine” alla sua bella favola.

In un certo senso, la parabola di Viterbo 2020 somiglia a quella del Movimento 5 Stelle: entrambi non avevano collocazione chiara all’interno della scacchiera politica ed entrambi erano schiacciati dal bipolarismo prima di essere sfruttati da una sinistra quasi vampiresca. Dati i precedenti grillini, forse per i frontiniani sarebbe meglio tornare ad un sano indipendentismo. Ma tutto dipenderà da cosa vorrà fare da grande Chiara Frontini, se la protagonista oppure la gregaria.

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