Il dialetto viterbese, la nostra storia. Un patrimonio da conservare!

Il premio “La léngua vitorbese” è organizzato dalle associazioni “Tuscia dialettale” e “Comunità narranti” in collaborazione con Davide Ghaleb Editore

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Il dialetto è storia, tradizione, cultura di un popolo. Esprime le radici più profonde di un luogo, sa rendere colorito un discorso, fa rivivere i tempi passati e sa adeguarsi al presente, esprime l’orgoglio dell’appartenenza a una comunità sociale. Non solo.
Anche chi parla una sola lingua, ma conosce il proprio dialetto di provenienza da oggi potrebbe essere considerato, dal punto di vista cognitivo, un po’ bilingue.  Uno studio neuroscientifico, infatti, mostra che il nostro cervello processa il dialetto come fosse una vera e propria lingua, alla stregua di inglese, francese o tedesco, secondo i ricercatori, guidati dal team dalla Abertay University nel Regno Unito, insieme alla Aachen University in Germania.

Lo sanno bene i membri dell’Associazione Tuscia Dialettale di Viterbo, ma anche Antonello Ricci, Pietro Benedetti, Massimo Mecarini, Davide Ghaleb, la Fondazione Carivit, Marco D’Aureli e il Comune di Viterbo.

Venerdì 11 ottobre 2019, alle ore 17, nella sala conferenze della Fondazione Carivit, a palazzo Brugiotti, in via Cavour, ci sarà la presentazione del libro di Edilio Mecarini, “Poesie in dialetto viterbese e in lingua italiana” (Davide Ghaleb Editore; a cura di Marco D’Aureli), per concludere la seconda edizione del concorso“La léngua vitorbese”, dedicato proprio alla memoria del grande poeta viterbese Mecarini.

Nell’occasione verrà lanciata la terza edizione del premio (2019-2020, bando per le classi quarte e quinte delle scuole primarie del capoluogo e bando senza limiti d’età) dedicato a Enrico Canevari.

Dopo i saluti istituzionali di Marco Lazzari, presidente della Fondazione Carivit, del sindaco di Viterbo Giovanni Arena e dell’assessore alla cultura, interverranno coloro che hanno contribuito al lavoro di ricerca per la realizzazione del volume: Alessandro e Bruno, figli del poeta; il decano della poesia dialettale viterbese Ostelvio Celestini; Massimo Mecarini, giurato del premio e presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa ( nipote del noto poeta); Giancarlo Gabbianelli, ex sindaco di Viterbo; Franco Giuliani, presidente dell’AssociazioneTuscia dialettale e giurato del premio; Marco D’Aureli, curatore del volume ancora fresco di stampa.

Per l’occasione verranno ufficialmente lanciati i due bandi per la terza edizione (2019-2020) del concorso a premi per la migliore poesia in dialetto locale “La léngua vitorbese”: quello riservato agli alunni delle classi quarte e quinte delle scuole primarie del capoluogo e quello senza limiti d’età. Parteciperanno anche quest’anno, le scuole Fantappié, Canevari, Volta e Grandori, che hanno seguito un bel percorso alla riscoperta del dialetto viterbese.

Il premio “La léngua vitorbese” è organizzato dalle associazioni “Tuscia dialettale” e “Comunità narranti” in collaborazione con Davide Ghaleb Editore. Gode inoltre del patrocinio del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa e del Comune di Viterbo.
Il premio sarà dedicato quest’anno alla memoria di Enrico Canevari , grande poeta viterbese (1861-1947).

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