Il falegname arrestato per caporalato oggi davanti al giudice, la difesa: “Una brava persona, testimonieranno in tanti per lui”

Interrogatorio di garanzia per il 59enne. Il suo avvocato: “Nessuno sfruttamento, li ha messi in regola”

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“Ma quale schiavista, è un poveraccio che vive in un appartamento di 20 metri quadrati”. L’avvocato Enrico Valentini parla del falegname arrestato con l’accusa di caporalato e sfruttamento di migranti usati come tagliaboschi.

L’uomo, un 59enne di Acquapendente, è stato arrestato lunedì mattina dai carabinieri di San Lorenzo nuovo, coordinati dalla compagnia di Montefiascone. Il giudice Francesco Rigato stamattina lo avrà davanti a sé per l’interrogatorio di garanzia. Le indagini preliminari sono appannaggio del pm Massimiliano Siddi. I fatti vanno dal giugno 2018 al luglio di quest’anno.

“Ad Acquapendente lo conoscono tutti: è una brava persona, che ha messo in regola questi tre lavoratori immigrati. I quali, finito il ramadan, gli hanno chiesto qualche soldo per festeggiare. Ebbene, per farlo il mio assistito ha dovuto vendere la madia, un mobile di famiglia”.

Valentini parla di un uomo che la mattina, prima di andare al lavoro, “offre la colazione al bar ai suoi operai”. Quegli operai che “volevano essere pagati sempre più di frequente, settimanalmente o giornalmente”. Ma che lui, che non naviga nell’oro, non poteva permetterselo: “Ecco perché sono nati gli attriti”. Ma il legale è sicuro che il suo assistito riuscirà a uscirne fuori pulito: “Molti aquesiani hanno detto che testimonieranno in suo favore”.

Parla dell’accusatore del suo assistito: “Un giovane che gioca a calcio nella squadra locale, la Virtus, e che non versa nel bisogno assoluto di cui ho sentito parlare. Lui e gli altri vorrei metterli a confronto con l’uomo che hanno fatto arrestare e che li aveva messi in regola. Altro che caporalato. Altro che sfruttamento”.

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