Il futuro della Viterbese tra tanti dubbi e una grande speranza: Camilli resta!

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“La Società è a disposizione per la cessione, pulita, senza debiti e capitalizzata.” Recitava così il comunicato ufficiale della Viterbese Castrense pochi giorni fa. Parole che sottolineano la scelta, forse definitiva, di Piero Camilli di lasciare il mondo del calcio. Tutta colpa di quel Viterbese-Arezzo, partita che ha lasciato strascichi importantissimi sul futuro della società di Via della Palazzina. Non per una sconfitta, per un risultato sportivo mancato, anche se brucia. Ciò che è successo nel tunnel, prima del fischio d’inizio, è il fatto scatenante la decisione di vendere la Viterbese da parte della famiglia Camilli.

Come è noto, infatti, il presidente dell’Arezzo, Giorgio La Cava, ha accusato Luciano Camilli, figlio di Piero e vicepresidente del club, di averlo aggredito con calci e pugni. In seguito a questa sceneggiata del numero uno della società aretina, Luciano Camilli ha subìto una pesante squalifica: cinque anni di inibizione e 30mila euro di multa. Una decisione assurda, squilibrata e inadeguata rispetto ai veri fatti accaduti in quel tunnel del “Rocchi”. In questa brutta storia, che nulla dovrebbe a che fare con il calcio, la famiglia Camilli si trova completamente dalla parte della ragione e, di conseguenza, della vittima. La prova è il referto medico del Bel Colle sul presidente dell’Arezzo, che recita soltanto una lieve escoriazione al ginocchio. Un danno fisico completamente sproporzionato e incoerente con il presunto cazzotto in testa che afferma di aver ricevuto.

Un episodio di scorrettezza che non poteva passare inosservato. Camilli era già furioso per i mancati aiuti del Comune sulla gestione della Viterbese, soprattutto per quanto riguarda il campo sintetico al Pilastro, su cui vige da anni il silenzio. Ciò che è successo mercoledì scorso non ha fatto altro che incrementare la rabbia e il malumore, inducendolo alla vendita del club. E ora? Cosa succede alla Viterbese?

L’uomo che ha risollevato questa squadra rischia, mai come ora, di andarsene. Gli scenari futuri della Viterbese possono essere diversi. La prima opzione è quella che tutti, con tutto il cuore, si augurano. Piero Camilli fa marcia indietro, cambia idea (magari rivedendo la vittoria della Coppa Italia) e rimane al comando della società. Tutte le altre possibilità, infatti, non portano grandi certezze, tutt’altro. Se, infatti, la decisione è definitiva, il 30 giugno è la data massima in cui si dovrebbe trovare un acquirente per potersi iscrivere al campionato, evento abbastanza difficile. Più probabile, allora, che la società iscriva la squadra e poi continui a cercare un compratore. L’ipotesi peggiore, invece, che nessuno si augura, è proprio la mancata iscrizione, ma è anche la più improbabile.

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