Per la seconda volta nella storia della città il trasporto salta. E qualcuno contesta l’insufficienza delle iniziative alternative scelte dal Comune

Il giorno più triste

126

Dopo 75 anni è successo di nuovo: niente trasporto della Macchina di Santa Rosa, una delle poche certezze della vita viterbese.

Se l’ultima volta fu per via degli angloamericani che ci stavano bombardando, stavolta i colpevoli sono il Covid e la sua viralità. Per evitare assembramenti e tutti i rischi legati al contagio, Viterbo è stata costretta ad un 3 settembre in bianco.

 

Ieri l’accensione dei fasci di luce a San Sisto, con i ragazzi del gruppo Ultrà della Viterbese che hanno srotolato uno striscione con scritto “sollevate e fermi”. Il sindaco ha fatto il possibile per organizzare qualcosa di alternativo, ma pian piano anche le possibilità di poter montare la Macchina davanti al sagrato, con l’aumentate dei contagi, si è sgretolata. In molti non hanno gradito la scelta del fascio di luce, paragonandolo ad una luce da discoteca.

A piazza San Lorenzo tanti hanno partecipato alla proiezione su maxischermo del trasporto scorso (a proposito, ci dicono che anche là si rasentava l’insufficienza), peccato che si potesse partecipare, logicamente, solo su invito. Forse anche lì la scarsa comunicazione ha fatto restar male qualcuno.

Sulla salita di Santa Rosa infine una goliardica iniziativa dei ragazzi di Viterboh, che hanno trasportato una Macchina di cartone.

L’ingegno non è mancato, eppure non è stato il giorno che aspettavamo tutti. Ció che lega imprescindibilmente e, se vogliamo, anche trascendentalmente ogni viterbese alla città quest’anno è venuto a mancare. Speriamo che una volta sconfitto questo maledetto Coronavirus a nessuno venga in mente di toccare la nostra Santa e la nostra tradizione, a cui non vogliamo più rinunciare.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui