Il governo non torna indietro: Conte ribadisce i supporti scientifici del decreto

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Il governo non tornerà indietro: è quanto emerge dall’intervento svoltosi in questi ultimi minuti di Giuseppe Conte, il quale ci tiene a ribadire l’importanza del decreto emanato e la scientificità a suo supporto.

Nonostante, dunque, i molti dibattiti che esso ha scaturito, il decreto rimarrà invariato; l’importanza del suo mantenimento è, secondo il Presidente del Consiglio, fondamentale per una ripartenza quanto più precoce possibile.

La ripartenza sarà fondata sul lavoro, e questo è vero; tuttavia Conte non vuole sentire le ragioni delle tante parti, politiche e lavorative, che in questi giorni si stanno battendo fortemente (talvolta scendono in piazza a protestare) per una riapertura sincronizzata anticipata.

“Se si ripartisse il 4 maggio – spiega Conte riportando quanto sostenuto dal comitato tecnico/scientifico dell’Istituto Superiore della Sanità – si avrebbe un incremento del contagio che costringerebbe in futuro a delle chiusure anche più stringenti e dannose per l’apparato socioeconomico.”

Infatti, a supporto di tale tesi, informa sulla probabilità di un aumento esponenziale dell’epidemia se il trend di crescita dovesse superare, anche di poco, l’attuale 0,9/1%.

Bisogna comunque sottolineare, come lui stesso ha fatto, la presenza di varie teorie scientifiche diverse: l’avvocato ha cercato di controbattere asserendo che dal governo vengono prese in considerazione solamente le teorie ritenute affidabili, che, a quanto pare, per il governo sono unicamente quelle dell’Istituto superiore della sanità. In tal modo è andato a sminuire le numerose altre ricerche scientifiche sviluppate da università e altre istituzioni, ritenendo, in modo aprioristico, valide solo le teorie “di casa”.

Nessun risultato, nell’immediato futuro, per tutte le critiche e le proteste mosse in questi giorni da molti lavoratori, le quali sono destinate a morire con loro stesse.

Il decreto, confuso e contraddittorio, rimarrà dunque tale e, giusto o meno, causerà ulteriori, significative perdite nelle tasche della maggior parte degli italiani.

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