Il guru di Acquapendente e l’allieva, la madre di lei su Rai Uno: “Mia figlia staccata dalla realtà”

La donna ha denunciato il maestro Lino per maltrattamenti e violenza sessuale: “Mia figlia è staccata dalla realtà”

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guru acquapendente

La madre della presunta abusata e plagiata dal maestro Lino, ieri è stata intervistata dal programma di Rai Uno, Storie Italiane. Qui, la 44enne Virginia Adamo ha ribadito le accuse verso Pasquale Gaeta, il 61enne d’origine campana, ma residente ad Acquapendente, indagato dal magistrato di Viterbo Paola Conti per maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti di una 24enne brianzola. Fascicolo aperto dopo la denuncia fatta dalla madre ai carabinieri di Acquapendente, per cui il guru della setta-associazione Qneud (Questa non è una democrazia) avrebbe ridotto la figlia in una sorta di ameba agli ordini di Lino.
Il quale, dopo l’incidente probatorio in tribunale del 23 maggio davanti al gip Francesco Rigato, si è difeso dicendo che “non è vero nulla di ciò che mi accusano, non ho fatto nulla di male”; che “le prove contro di me vanno confermate”; che “se le intercettazioni non fossero audio ma dei video, si scoprirebbe la verità”.
Ebbene, nella trasmissione di Rai Uno la madre ha ribadito quanto detto nella denuncia: “Mia figlia è una ragazza adorabile, dolcissima, parla quattro lingue. A un certo punto della sua vita ha avuto la sfortuna di incontrare questa persona, che comincia a far leva su princìpi importanti per la crescita della mia figlia, le dice che era stato un capo scout (anche lei è scout), uno psicologo, cita Freud e strumentalizza queste terapie solo per soddisfare fabbisogni sessuali”. Poi, racconta ancora la madre, “mia figlia comincia ad avere un linguaggio volgare e disinibito, mi accusa di cose mai accadute. Oggi mia figlia è completamente staccata dalla realtà”. Insomma, si trasforma e la colpa sarebbe del maestro Lino.
Nella trasmissione c’erano anche degli ospiti, tra cui il perito di parte della donna, lo psichiatra Vincenzo Maria Mastronardi, la criminologa investigativa Roberta Bruzzone e don Aldo della comunità Giovanni XXIII, che si occupa di fenomeni in cui i giovani sono allontanati dalle famiglie.
In ogni modo, si tratta di un caso di non facile elaborazione per la procura e per i carabinieri della compagnia di Montefiascone che se ne occupano in via operativa. Dice il capitano Antonino Zangla: “La vicenda è complicata: lei non è incapace di intendere e di volere. Anzi, è anche ben istruita (studentessa di Naturopatia, ndr), quindi bisogna andare a vedere in che modo, codice alla mano, andare a rubricare questo caso. Anche perché non esiste più il reato di plagio”. La ragazza continua a difendere il maestro spirituale: “Questo rende più difficile le indagini”, taglia corto l’ufficiale dell’arma. La procura ha disposto nei confronti della 24enne una perizia psicologica.

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