Eppure per mesi ci hanno fatto credere che fosse un'idea degli scienziati

Il lockdown fu un’idea di Giuseppe Conte, desecretati 5 dei quasi 60 verbali del Comitato Tecnico Scientifico

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Oggi, finalmente, è caduto il segreto di Stato sui verbali del Comitato Tecnico Scientifico. Purtroppo però, sono stati desecretati solo 5 verbali su 60 e mancano all’appello alcuni tra quelli più scottanti come quello sulla mancata istituzione della zona rossa in Val Seriana ad Alzano e Nembro. Manca anche quello che da tempo molti italiani vorrebbero leggere, ovvero il fantomatico documento inviato a Palazzo Chigi dall’Oms che avvertiva il Governo italiano riguardo tutti i pericoli del virus.

Nei 5 verbali, che potete trovare QUI sul sito della Fondazione Einaudi, si ripercorrono alcune date della pandemia. Il 28 febbraio si legge dell’istituzione delle zone rosse in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Da notare come l’uso della mascherina, in quel momento, fu consigliato “solo per i malati sospetti”.

Il 1 marzo Conte e il Cts dicono ai cittadini di evitare abbracci e strette di mano mentre anche la Liguria e le Marche entrano a far parte della zona rossa.

Si arriva poi al 7 marzo, giorno in cui viene redatto il verbale dove gli scienziati dichiarano che le misure prese iniziano a funzionare, dato che la curva dei contagi stava iniziando ad avere una leggera flessione. Ma, contro ogni aspettativa, i contagi aumentano al di fuori delle zone rosse, per questo gli scienziati ridefiniscono la distinzione tra zona rossa e zona gialla, dando vita a due livelli di misure di contenimento. Vengono sottoposte a direttive più rigorose rispetto a quelle del territorio nazionale la Regione Lombardia e le Province di Parma, Piacenza, Rimini, Reggio-Emilia e Modena; Pesaro Urbino, Venezia, Padova e Treviso, Alessandria e Asti.

Dalle misure riservate al resto del Paese viene permessa l’apertura dei luoghi di culto, con la sospensione di riti religiosi e civili. Viene permessa anche l’attività a ristoranti e bar, con obbligo di distanza di almeno un metro. Poi un contenimento parziale per le Rsa, con l’accesso che viene lasciato alla discrezione della direzione sanitaria.

Ma, dopo appena due giorni da queste ultime misure, Giuseppe Conte decide di chiudere tutto ed estendere la zona rossa a tutta l’Italia. Il lockdown, di fatto, sarebbe quindi un’idea partorita da Conte, che non può aver agito da solo ma con l’avallo di Pd, 5Stelle ed Italia Viva. Eppure per mesi la politica ci aveva fatto credere che la clausura fosse farina del sacco degli scienziati.

Ed anzi, il Comitato non consigliava assolutamente il lockdown, ma bensì suggeriva di limitare la mobilità solo in casi strettamente necessari e di continuare con la frequenza delle attività scolastiche e universitarie.

Il lockdown non fu quindi basato su alcuna considerazione scientifica, addirittura la scienza sconfesserebbe il metodo con cui il Governo ha deciso di bloccare il Paese per quasi tre mesi, consegnandolo ad una crisi senza precedenti dal dopoguerra ad oggi. Attività chiuse, dipendenti licenziati, settori come quello del turismo e della ristorazione completamente gambizzati. Qualcuno ora deve assumersi pubblicamente (magari con uno dei suoi discorsi tv a reti unificate) la responsabilità di aver percorso una strada che anche gli stessi scienziati in quel verbale sconsigliavano di percorrere.

Forse per questo non si volevano rendere pubblici i verbali? Iniziamo bene, e pensare che ne mancano solo 55…

 

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