Un'altra beffa per Viterbo e la Tuscia. L' alta velocità scippata a Orte e assegnata a Frosinone. Chiare le colpe.

Il nemico numero uno è “mascherina” Zingaretti, ma la classe politica viterbese non conta un fico!

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zingaretti alta velocità

Siamo a piangere e a lamentarci un’ altra volta. Un’ altra tegola sulla nostra testa ammaccata. Un’ altra beffa, l’ ennesima, per Viterbo e la Tuscia, per tutto l’ Alto Lazio e parte dell’ Umbria. La Regione Lazio di “mascherina” Zinga, le Ferrovie e il Ministero dei Trasporti, che se ne infischiano di noi e della nostre sorti, hanno scippato ad Orte la fermata dell’ Alta Velocita e l’ hanno regalata a Ferentino, cioè a Frosinone.

Così volle il nemico numero uno di Viterbo e dei viterbesi, il distruttore della sanità laziale e dilapidatore delle casse regionali, l’ uomo che anche – in questa terribile emergenza da pandemia – non ha pensato ad altro che agli interessi suoi e dei suoi fedelissimi. Che non si faccia più vedere dalle nostre parti il sig. Zingaretti Nicola, mezzo presidente alla Pisana e mezzo segretario nazionale del Pd! Lo accoglieremmo con un generoso lancio di prodotti ortofrutticoli senza escludere le tradizionali uova, sempre efficaci per dimostrare disprezzo e voglia di protesta.

Ma, diciamolo francamente e chiaramente, la ragione numero due della TAV “sparita” sta nell’ inadeguatezza di larga parte della classe politica viterbese. Inutile cincischiare e raccontarsi favole. Sono decenni che il nostro bel territorio è dimenticato, punito, umiliato. Vi siete chiesti come mai? La verità è che i politici e gli amministratori delle nostre parti non contano un fico a Roma, non pesano nelle scelte importanti, non vengono ascoltati da governi, ministri e leader di partito.

Sarebbe ora di sceglierli bene i nostri rappresentanti in Parlamento, nei Comuni, in Provincia! Un sano ricambio di una classe dirigente che è sempre più o meno la stessa. Ricordatevelo bene quando lorsignori rossogialli e il Quirinale ci permetteranno di tornare a votare. Occorre un cambio di facce e di nomi. Radicale.

Se non vogliamo restare per l’ eternità subalterni e vittime inermi del bieco Zingaretti di turno pronto a rifilarci un calcio nel posteriore. Basta così!

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