Il piacere della libertà. Ricordiamo un grande regista, nato il 27 novembre: Pasquale Squitieri

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Scomodo sì, ma anche geniale. Controcorrente, libero, anticonformista, amato e odiato a livello cinematografico, come tutti i grandi geni. Inutile volerlo ingabbiare in un marchio politico. Egli infatti diceva:

“Sono un narratore. Mentre preparavo “Claretta” sono andato a frugare nelle fascisterie e mi sono sentito fascistissimo. Quando ho studiato i fratelli Cervi, comunistissimo. Il problema non sono io che devo essere libero per
sentirmi vivo, il problema sono gli altri.
Sono le etichette. I conformismi. La riflessione piatta, banale, apodittica.”

In queste frasi c’è la sua libertà, il suo anticonformismo, la sua genialità.
Dietro la sua irriverenza, si celava anche un carattere timido e riservato e una profonda sensibilità emersa in numerose pellicole di successo da lui girate.

Il regista e sceneggiatore, Pasquale Squitieri è nato nel popolare rione Sanità, a Napoli, il 27 novembre 1938, da un celebre avvocato partenopeo. Laureato in Giurisprudenza, negli anni Sessanta è impiegato al Banco di Napoli.

Pasquale Squitieri debutta nel cinema come regista e sceneggiatore con Io e Dio (1969), prodotto da Vittorio De Sica.

Dopo una serie di spaghetti western, si occupa di film di carattere storico- politico, affrontando tematiche più attuali e scottanti, L’ambizioso (1975), Il prefetto di ferro (1977) e Corleone (1978) riguardano i contatti tra mafia e politica; Viaggia, ragazza, viaggia, hai la musica nelle vene (1973) e Atto di dolore (1990) hanno come tema principale la droga; Gli invisibili (1988) il terrorismo; L’avvocato De Gregorio (2003) le cosiddette “morti bianche”; Razza selvaggia (1980) e Il colore dell’odio (1989) l’argomento dell’immigrazione.

E poi ancora:  I guappi (1974), Claretta (1984) e Li chiamarono… briganti! (1999).

Nel 1971 sottoscrive la lettera aperta a L’Espresso sul caso Pinelli e poi pubblica l’autodenuncia su Lotta Continua in cui esprime solidarietà verso alcuni militanti e direttori responsabili del giornale inquisiti per istigazione a delinquere a causa del contenuto violento di alcuni articoli.

Fu candidato ed eletto senatore nelle liste di Alleanza Nazionale nel 1994 nel collegio di Andria-Barletta. In quella legislatura fece parte delle commissioni Industria, commercio, turismo, e vigilanza Rai.
Hai poi partecipato ad alcune battaglie del Partito Radicale.

Squitieri è stato legato sentimentalmente dagli anni Settanta all’attrice Claudia Cardinale, che ha anche recitato in molti suoi film come Il prefetto di ferro, Corleone, Claretta, Li chiamarono… briganti! e I guappi.

Dal 2003 è stato legato sentimentalmente alla bravissima e bella attrice e cantante Ottavia Fusco, che ha sposato nel dicembre 2013. Pur essendo guarito da un tumore, ha poi affermato di continuare a fumare accanitamente.

È morto la mattina del 18 febbraio 2017 a Roma presso la clinica “Villa San Pietro” all’età di 78 anni per complicazioni respiratorie. Soffriva da tempo di un enfisema dovuto al fumo, nonché di difficoltà di deambulazione dovute a un grave incidente successo l’anno precedente.

A tre anni dalla scomparsa di Pasquale Squitieri – il 18 febbraio 2017 – è stata annunciata la nascita di un premio a lui dedicato. La data scelta è stata quella del 27 novembre, giorno in cui il regista era nato, a Napoli.

Diceva: «Non ho un cattivo carattere. Ho sempre avuto carattere, una cosa diversa» .

Coraggioso nell’affrontare tematiche scomode e visionario nell’anticipare un cinema di inchiesta che si affermerà soltanto negli successivi, Pasquale Squitieri ha scosso molti animi, con i suoi film.
Un grande regista, che è sempre stato scomodo.

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