Il popolo viterbese vuole un murale su Alfio Pannega

Dopo Santa Rosa e Leonardo Bonucci, il popolo vuole sedersi al tavolo delle decisioni: Alfio Pannega è richiesto a gran voce per abbellire le mura della città

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Murales, murales e ancora murales. A Viterbo negli ultimi giorni non si parla di altro. Si vocifera anche che l’Amministrazione abbia in mente un progetto di ben 40 nuovi disegni sparsi per le mura più spente della città di Viterbo, ma non se ne hanno ancora conferme.

Ciò che è certo è che il popolo apprezza. Al massimo le contestazioni arrivano per gli oggetti scelti. Ma l’arte è anche questo, è condivisione e opposizione. Nei prossimi mesi potremmo vederne delle belle, sull’esempio, comunque irraggiungibile in proporzione, di Sant’Angelo.

Una volta scelti dal Comune i due personaggi più rappresentativi a livello mondiale di Viterbo, nel passato (Santa Rosa) e nel presente (Leonardo Bonucci), ecco che interviene direttamente il popolo, cosciente dell’andazzo che si sta intraprendendo e volenteroso di sedersi al tavolo delle decisioni.

La richiesta, come prevedibile, riguarda uno dei personaggi più rappresentativi e poetici della città dei decenni scorsi: Alfio Pannega.

Chiamato a gran voce da più e più abitanti, il murale è visto da qualcuno come estremamente azzeccato (oltre che “dovuto”) per un aspetto artistico, simbolico e commemorativo anche maggiore rispetto ai precedenti.

L’artista, a quanto pare, non importa. I due bravissimi Fasanari e Oroni, comunque, non sarebbero di certo poco graditi in seguito alle loro eccellenti performance. Ciò che è importante è che uno dei personaggi principali della storia recente viterbese raggiunga una meritata rappresentazione popolare.

E quale forma artistica, per l’umile poeta, migliore di quella “di strada”?

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