I partiti di sinistra stanno vivendo una crisi a livello internazionale come dimostrano risultati di voto e sondaggi. Stupiscono però le similitudini nelle soluzioni per recuperare consensi e contrastare il rafforzamento dei movimenti populisti. Ci sono in particolare dei temi speculari tra le strategie del Partito Democratico americano e i Dem italiani.

Esemplificativa è la posizione della stella nascente dei liberal democratici Alexandria Ocasio-Cortez sui temi di politica economica che ha molti punti di contatto con l’ala riformista del Pd.

Giorni fa il Washington Post, ha affidato alla penna dell’editorialista Marc Thiessen, una lunga analisi di alcune dichiarazioni della Ocasio-Cortez sulla discussa vicenda della nuova sede di Amazon a New York.

“Alexandria Ocasio-Cortez è ignorante in economia e questo è un pericolo per l’economia Usa” è il titolo duro del columnist.

“La sinistra lamenta che i conservatori sono ossessionati da Alexandria Ocasio-Cortez ma la ragione è semplice: la leader conduce l’agenda del partito Democratico e la sua ‘economic illiteracy’ è pericolosa” scrive Thiessen.

Un esempio è la soddisfazione con cui Ocasio-Cortez ha commentato la decisione di Amazon di abbandonare il progetto di mettere a New York la sua seconda sede. Per la leader, la ritirata del colosso del delivery rappresenta un’importante vittoria, una sconfitta “dell’avidità di Amazon, del potere dell’uomo più ricco del mondo e dello sfruttamento dei lavoratori”. Una posizione aspramente criticata da Thiessen. “La decisione di Jeff Bezoz costerà a New York dai 25mila ai 40mila nuovi posti di lavoro – scrive l’editorialista – Oltre ai tecnici che Amazon avrebbe impiegato, saltano le possibilità di occupazione per la costruzione della sede e per tutto l’indotto legato a questa struttura come la miriade di piccole imprese che erano pronte ad aprire o ad incrementare la loro attività per offrire servizi ai dipendenti”.

Ma Ocasio-Cortez minimizza l’impatto della decisione di Amazon e rilancia sugli investimenti alternativi. “I 3 miliardi di dollari pubblici dati ad Amazon potrebbero essere impiegati nel nostro distretto magari assumendo più insegnanti o ampliando le metropolitane”.

Ma come ha spiegato il sindaco democratico Bill de Blasio, “l’accordo avrebbe portato 27 miliardi di entrate allo stato e alla città per cose come l’istruzione pubblica, il trasporto pubblico, le case popolari. E Amazon avrebbe ricevuto quei 3 miliardi di incentivi solo una volta portati a casa i posti di lavoro e incamerate le nuove entrate”. Inoltre, 2,5 miliardi di quegli incentivi non erano creati appositamente per Amazon, ma erano sgravi fiscali preesistenti di cui anche il colosso di Jeff Bezos avrebbe avuto il diritto di beneficiare.

Le dichiarazioni di Ocasio Cortez sono un assaggio delle elezioni del 2020 e l’effetto dei liberal di sinistra che, nel bene e nel male, stanno ridisegnando le scelte politiche ed economiche.

Un atteggiamento che è possibile riscontrare anche nel nuovo volto dei Dem quale Zingaretti vorrebbe plasmare. Una sinistra che in chiave antirenziana, rimette al centro la spesa pubblica come strumento per sanare le disuguaglianze e la leva fiscale per colpire i grandi patrimoni.

Un’analogia con l’atteggiamento del Partito Democratico americano emerge anche nell’analisi, sempre sul Washington Post, che fa l’editorialista Fareed Zakaria. Il columnist sottolinea che tra i Dem è tutto un ribollire di nuove idee, ma non sono in continuità con gli sforzi di riforma degli ultimi trent’anni. Le politiche di Clinton e Obama mescolavano gli incentivi di mercato con l’azione pubblica. Ora nel tentativo di presentarsi come una novità rispetto al passato e definire una cesura con le precedenti esperienze, oltre alla frenesia di eguagliare la retorica del populismo di destra, si sfornano ricette economiche che non possono essere supportate dai conti pubblici o sono addirittura contro il mercato.

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