Il porto continua a perdere traffici, lavoro a rischio. Sos della Compagnia portuale

Grande preoccupazione ieri mattina in Compagnia Portuale. Il presidente Enrico Luciani circondato dal cda ha lanciato un sos alla politica sulla grave crisi dei traffici e dell'occupazione nello scalo.

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La preoccupazione del cda della Compagnia portuale

Si respirava aria di forte preoccupazione ieri mattina in Compagnia Portuale. Il presidente Enrico Luciani circondato dal cda ha infatti convocato una conferenza per lanciare un sos alla politica sulla grave crisi dei traffici nello scalo. “Mi hanno consegnato poco fa – ha esordito Luciani – i dati relativi al mese di maggio e la Cpc perde, 149 mila euro di fatturato rispetto al 2018. Aggiunto ai 500 mil euro persi nei primi quattro mesi, siamo a – 650 mila. Una situazione che se non arriverà una inversione di tendenza diventerà irrecuperabile. Sono già a rischio gli stipendi del mese di luglio. Ma una cosa è certa se la Cpc non potrà pagare i suoi lavoratori bloccheremo tutto il porto e finiremo all’attenzione deio media nazionali”. Una perdita di fatturato dovuta essenzialmente, ma non solo, al mancato arrivo del carbone, dimezzato rispetto all’anno scorso. “Abbiamo cercato di compensare il mancato arrivo delle navi spostando i lavoratori su altri servizi, ma non sarà possibile farlo oltre. Ben venga l’uscita del carbone che avvelena i miei ragazzi già nella stiva, ma l’Enel deve pagare un prezzo: completando il porto con la darsena grandi masse, realizzando un bacino di carenaggio e portando finalmente i container. “I container potrebbero salvare il porto se l’Authority facesse il suo e risolvesse la vertenza tra Rtc e Cfft”. Dito puntato contro i vertici di Molo Vespucci anche dal vice presidente Patrizio Scilipoti. “Oggi paghiamo il prezzo di una strategia di Governo e Adsp mirata a mandare via le merci e lasciare il nostro porto solo passeggeri, tra crociere e navi bianche ovvero i ro-ro. Ma questo non basta le merci sono linfa vitale per uno scalo. Per questo come consiglieri di opposizione chiederemo un consiglio sia sull’Enel con i vertici della Spa, ma anche un tavolo sul porto. E’ ora che il presidente Francesco Maria di Majo e la segretaria Roberta Macii dicano alla città dal loro insediamento quanti nuovi traffici sono arrivati grazie a loro, quante merci in più e come sono i bilanci delle imprese se lo sanno. Solo così si potrà ripartire per far si che Civitavecchia possa essere ancora una città di porto. Nel frattempo come Cpc chiederemo alla politica un patto sociale con gli armatori ed Enel”.

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