Il prefetto sui fitofarmaci: urgente fare chiarezza

Il prefetto di Viterbo Giovanni Bruno ha annunciato l’attivazione di un tavolo tecnico nazionale per definire un uso equilibrato dei fitofarmaci.

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Bruno

Il prefetto di Viterbo Giovanni Bruno ha annunciato l’attivazione di un tavolo tecnico nazionale per definire un uso equilibrato dei fitofarmaci, considerato – si legge nella nota della prefettura – che vengono impiegati non solo per curare o prevenire infezioni sui vegetali causate da organismi nocivi quali funghi o crittogame, batteri, insetti, acari, nematodi, virus, micoplasmi, roditori, ma anche per contrastare o eliminare specie vegetali indesiderate.

L’iniziativa nasce dalla necessità di mettere ordine in un campo reso problematico da normative europee, nazionali e regionali, spesso complesse e articolate, e di definire le linee guida in merito alle modalità con le quali gestire l’utilizzo di questi prodotti nelle varie colture della provincia.

Al tavolo parteciperanno i rappresentanti nazionali o loro delegati dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale, il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, il Consiglio di Ricerca in Agricoltura e Analisi dell’Economia Agraria e l’Università degli Studi della Tuscia.

Di quanto i disserbanti e i fitofarmaci siano utilizzati in agricoltura nella provincia si discute da tempo. Negli ultimi anni anche alcuni attori, musicisti e scrittori famosi hanno dimostrato sensibilità verso le tematiche ambientali. Il corretto utilizzo dei prodotti fitosanitaria in agricoltura ha visto coinvolta, tra gli altri, Susanna Tamaro che in un suo post sulla sua pagina Facebook scrive: “Mi sembra evidente che l’esperienza ci abbia dimostrato che le monocolture intensive sono in realtà estremamente rischiose perché da un lato impoveriscono gravemente la biodiversità degli ambienti, dall’altro sono sottoposte a un grave rischio d’impresa, date le modificazioni climatiche in corso e l’arrivo di nuovi e devastanti parassiti”. “Insomma – evidenza la scrittrice – sarebbe come se si giocasse alle corse ippiche, puntando tutto ciò che possiede su un unico cavallo. E se il cavallo perde? Non era meglio puntare su corridori diversi? Oltre a ciò, c’è un grande vuoto legislativo in materia. Nel nostro paese, infatti, non esiste alcuna legge che protegga chi abita in zone ad alto tasso di inquinamento chimico da monocoltura. Viene tutelato il consumatore, ma non chi vive tra i meleti, i vigneti e i noccioleti”.

Alla base di tutto appare evidente esserci un’importante valutazione: non basta conoscere le caratteristiche dei fitofarmaci e le loro modalità d’uso, ma è necessario valutare anche gli effetti che essi possono avere non solo sugli operatori che li utilizzano, bensì sulla popolazione potenzialmente esposta e sull’ambiente in generale.

Da qui l’urgenza di fare chiarezza e la prossima istituzione presso la prefettura di Viterbo di un tavolo tecnico per il quale gli istituti e gli enti interpellati dovranno comunicare un proprio delegato, così da poter procedere alla predisposizione del relativo decreto, i cui riferimenti dovranno essere trasmessi entro il 12 aprile.

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