Intervista al dott. Ivano Mattozzi, responsabile della Casa della Salute, che ieri ha ricevuto la prima dose del vaccino Pfizer-Biontech

Il primo medico vaccinato di Bagnoregio: “Io ci credo. Ora abbiamo un’arma in più”

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“Credo fermamente nel vaccino e sono felice di aver avuto la fortuna di essere stato tra i primi a riceverlo. Perché se il medico ci crede, beh, penso che anche gli altri saranno spinti a farlo”. Parla così il dottor Ivano Mattozzi, responsabile della Casa della Salute di Bagnoregio, che ieri pomeriggio è stato vaccinato presso la palazzina D del Malattie Infettive all’Ospedale di Belcolle, a Viterbo, dove lunedì sono giunte le prime dosi del farmaco Pfizer-Biontech.

“Le vaccinazioni proseguiranno lì anche nei prossimi giorni per tutti gli operatori sanitari e lavoratori dell’azienda Asl – ha spiegato il dott. Mattozzi, raggiunto telefonicamente – in più sono partite anche le vaccinazioni per le Rsa del territorio, qualcuna sta per iniziare mentre in altre sono già in corso”.

Una domanda forse ovvia, ma che in questo caso è d’obbligo, data anche la polemica in corso in Italia e nel mondo sui vaccini. Come si sente dopo averlo ricevuto? Ha avuto qualche tipo di effetto collaterale?

“Assolutamente no. È stato come in tutte le normali vaccinazioni, chi ne ha fatta almeno una nella sua vita lo sa. Sto bene e proprio adesso, a neanche un’ora dal vaccino, sono al lavoro. Vaccinarsi significa aggiungere un’arma in più alla lotta al virus. Io ho vissuto il Covid dalla prima ora perché sono stato uno dei medici che è entrato a Celleno nella casa di riposo, ho girato tutta la provincia andando a tamponare le persone che erano a casa durante la prima fase. Nella seconda fase mi sono trovato un’intera casa di riposo, attigua alla Casa della Salute di Bagnoregio di cui sono responsabile, con dieci operatori e ventidue ospiti contagiati, che ho avuto in carico dal 25 ottobre fino a circa il 20 novembre, portandoli tutti quanti fuori dal tunnel”.

In occasione della conferenza stampa di fine anno di ieri il premier Conte ha chiarito che il Governo, al momento, non pensa di rendere il vaccino obbligatorio, sperando di ottenere risultati soddisfacenti su base volontaria e attraverso un’attenta campagna informativa. Cosa sente di dire ai cittadini, e soprattutto a coloro che non intendono vaccinarsi?

“Io purtroppo faccio parte dell’altro secolo – ironizza Mattozzi – e mi ricordo le vaccinazioni scolastiche, un’azione fatta per amore verso se stessi e soprattutto verso gli altri. Ora si vada a chiedere a chi ha avuto un figlio con encefalite da meningococco, o che è rimasto disabile per tutta la vita, o a tutti quelli che hanno perso una mamma, un babbo, un fratello, un fidanzato, se in quel momento se ci fosse stato il vaccino non si sarebbero vaccinati. Quante morti avremmo evitato. Io dico che questa è una grande opportunità che ci viene offerta, quello Pfizer-Biontech è uno dei vaccini, ne arriveranno anche altri, ma intanto ci armiamo. Non per questo, ovviamente, gireremo senza mascherina o senza niente, la protezione e il distanziamento rimarranno fino a quando non ci saranno dati certi della nostra immunità di gregge. Il 20 gennaio riceverò la seconda dose – aggiunge – diciamo che continuerò a stare accorto e porterò la stessa attenzione, pur essendo armato meglio rispetto a qualche mese fa”.

“Mi sentirei di aggiungere che credo fermamente nel vaccino – conclude il dott. Mattozzi – lancerei anche un hashtag, come va di moda oggi, del tipo #iostoconlascienza e non con le fake news o Facebook, che è uno strumento valido, però, come diceva qualcuno che sa molto di sociologia, ‘è anche la piazza degli ignoranti’. Spero che lanciando questo esempio molti altri cittadini saranno spinti a vaccinarsi, di certo dal canto mio posso dire che non ho alcun interesse a mettere in pericolo la mia salute, o quella dei miei famigliari o figli…”.

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