Il problema non è Arena: chi si lamenta lo fa da 10 anni e non ha mai avanzato nessuna soluzione

I soliti piagnistei da quasi un decennio: le strade piene di buche, le fontane malridotte, monnezza ovunque, disorganizzazione amministrativa, frazioni dimenticate e pure il traffico... tante lamentele ma nessuna soluzione. E' giunto il momento di dire la verità ai viterbesi

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Differenze: a sx il Verde pubblico di Arena, a dx quello di Michelini. A guardare le due foto, sembra che il problema esista da sempre

Premessa: non percepiamo alcun finanziamento pubblico, né dalla Regione e né dal Comune di Viterbo. Il nostro giornale è tenuto in piedi dal nostro direttore e dagli sponsor che hanno deciso di abbracciare il nostro modo di fare giornalismo. Oggi abbiamo deciso di pubblicare questo articolo per una questione di onestà intellettuale. E’ bene puntualizzarlo, sia mai che qualcuno ci tacci di essere ammanicati con l’attuale amministrazione comunale.

Bene, fatta la premessa possiamo partire con il nostro lungo ragionamento. In questi giorni è partita una serie di attacchi contro il sindaco di Viterbo, Giovanni Maria Arena. Oltre ai canonici arrembaggi politici, è stata lanciata anche una petizione per chiederne le dimissioni. Le motivazioni le riprendiamo testualmente: “Viterbo è ormai alla sbando e fuori controllo. Erba e immondizia dappertutto. Strade piene di buche. Centro storico, quartieri e frazioni abbandonati e dimenticati. Basta fare un giro per il centro storico per capire lo stato di abbandono della città. I monumenti e in particolare le storiche fontane si stanno spappolando per l’incuria. I leoni della fontana di piazza delle Erbe, che si stanno frantumando e si stanno trasformando in polvere, sono il simbolo dello sfacelo della città. Gli episodi di violenza e inciviltà si ripetono ogni giorno. Senza nessun intervento dell’amministrazione. La politica culturale è inesistente e ridicola per una città che vuole essere una città turistica. Una città di arte e cultura. Aziende e imprese sono state lasciate sole in questo momento di crisi. L’area del Poggino, con tutte le sue problematiche che si aggravano ogni giorno di più, ne è un esempio eclatante”.

Tutto giusto, tutto legittimo. C’è però un piccolo particolare, che non può sfuggire. Siamo davvero sicuri che, prima di Arena, Viterbo fosse un gioiello?

Per svelare l’arcano bisogna fare un salto indietro nel tempo, per la precisione fino al 2015, anno in cui, ad amministrare la città, c’era il Partito Democratico con il sindaco Leonardo Michelini. Verso il Natale di quell’anno, la giunta dem stava vivendo una crisi interna piuttosto tigliosa e, chi oggi chiede la testa di Arena, chiese anche quella dell’allora sindaco piddino. Riportiamo, sempre testualmente, le motivazioni per cui si chiedevano le dimissioni di Michelini: “Caos totale rifiuti, disorganizzazione amministrativa, fontane storiche allo sfascio, centro storico abbandonato, la città perennemente invasa dal traffico, periferie desertificate, frazioni dimenticate sistematicamente, strade da terzo mondo, Festival delle luci, lite per la prima volta nella storia col Sodalizio dei facchini, vicenda Rsa, caso Esattorie, macchina di Santa Rosa dimenticata a Milano, programmazione eventi di Natale saltati, nessuna politica culturale… queste alcune delle vicende che hanno visto la giunta Michelini non brillare, per usare un eufemismo. E si potrebbe continuare per ore”.

Notate nulla? Beh, diciamo che i due testi sembrano essere praticamente uguali, pur essendo stati scritti a distanza di sei anni l’uno dall’altro. Soprattutto i passaggi sull’immondizia, quelli sul centro storico, sullo stato delle strade, sul decadimento dei monumenti e sulla politica culturale. Dovessimo stare alle parole scritte dai detrattori di entrambi i sindaci, potremmo tranquillamente dire che le condizioni della nostra città sono rimaste del tutto invariate nel corso degli ultimi 8 anni.

Chi si lamenta di Arena, si lamenta da quasi un decennio. Questa è la realtà. E lo fa perché vorrebbe amministrare questa città, nonostante puntualmente i viterbesi non lo premino alle elezioni. Bisogna anche essere onesti, a maggior ragione quando si vuol fare informazione. Va criticata un’amministrazione quando sbaglia, ma le critiche non possono arrivare sempre e solo per partito preso, peraltro senza avanzare nessuna soluzione che possa essere quantomeno credibile. Nessuno di quelli che getta continuamente fango su questa Giunta ha mai avuto modo di presentare un rimedio, probabilmente perché gestire un capoluogo di provincia da 60mila abitanti non é così facile come qualcuno sta cercando di far credere ai cittadini. E’ bene che i viterbesi sappiano che qualsiasi amministrazione comunale si insediasse, sicuramente si troverebbe a dover fare i conti con i problemi affrontati da Michelini, Arena e, prima di loro, da Marini.

Per “ricostruire” – passateci il termine – questa città, c’è bisogno di impegno da parte di tutti. Troppo comodo passare le giornate a criticare senza mai rimboccarsi le maniche per migliorare la situazione. E se qualcuno nota qualche problema, forse, sarebbe bene che non limitasse le contromisure a delle invettive degne del più bieco dei populismi.

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