“Il pugno in pieno volto e poi il black-out”, parla la vittima dello stupro all’Old Manners

L’inchiesta entra nel vivo: la 36enne stuprata e malmenata dai due 20enni di Casapound è stata sentita per l’incidente probatorio.

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old manners

“La mia assistita si ricorda nitidamente del pugno preso, in pieno volto, al pub Old Manners”, è la prima dichiarazione rilasciata dall’avvocato difensore della vittima dello stupro, Franco Taurchini, dopo le dopo due ore e mezza di interrogatorio protetto nell’aula 1 del Tribunale di Viterbo.

“Sono orgoglioso di come si è comportata durante l’interrogatorio – ha quindi aggiunto Taurchini – è stata coraggiosa ed intelligente. Trattenendo a stento le lacrime ha delineato tutta la maledetta escalation del 12 aprile: “Quella sera ero andata a mangiare qualcosa al Todo’s- racconta – dove ho incontrato i due ragazzi che prima non conoscevo. Parlando mi hanno proposto di proseguire insieme in un altro locale, l’Old Manners dove, tra l’altro, avevano la possibilità di bere gratuitamente.

Una volta arrivati nel pub i due hanno iniziato a palpeggiarmi e a toccarmi. Di fronte al mio rifiuto, ricordo distintamente un pugno in pieno volto e poi più nulla, solo il fatto che mi sono ritrovata a casa piena di lividi.”
L’incidente probatorio era stato chiesto qualche giorno fa dal pm Michele Adragna ed il giudice per le indagini preliminari Rita Cialoni ha accettato la richiesta.

In un’altra stanza, collegati con apparecchiature video e audio, c’erano anche i due presunti stupratori che devono rispondere di violenza di gruppo e lesioni personali. Infatti, secondo la pubblica accusa due militanti di estrema destra, Francesco Chiricozzi (19 anni), ex consigliere comunale di Vallerano di Casapound, e Riccardo Licci (21), l’11 aprile scorso incontrarono una donna in un pub a Viterbo: fecero conoscenza e poi conclusero la serata nel locale di piazza Sallupara, vicino a piazza della Rocca, quell’Old Manners Tavern che proprio da pochi giorni è stato chiuso, in seguito a un’ordinanza del sindaco. Qui, i due avrebbero (la presunzione d’innocenza rimane fino alla sentenza definitiva) abusato della 36enne: botte e stupro, con tanto di foto e filmati girati dai due con i rispettivi telefonini. Video e immagini, inviate a parenti e amici, che sono stati affidati dal tribunale a un perito informatico per saperne di più.

Gli indagati hanno assistito alla cristallizzazione della deposizione della donna (in tal modo non dovrà più testimoniare in aula in caso di rinvio a giudizio dei due) insieme ai loro difensori, gli avvocati Domenico Gorziglia, Marco Valerio Mazzatosta e Giovanni Labate.

All’uscita dall’aula gli avvocati Labate e Mazzatosta hanno dichiarato:  “Nel racconto della donna a tratti sono emerse delle contraddizioni con quanto emerso durante l’attività investigativa. Altro non possiamo dire: ora aspettiamo la trascrizione per valutare meglio. Ci sono delle perizie in corso e bisogna avere pazienza.”

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