Iniziativa promossa dal Gruppo Consolare di Viterbo del Touring Club Italiano

Il ricordo del grande regista Giorgio Capitani nella terza puntata della serie “Vip in Tuscia”

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“Una persona linda, pulita, amante di Viterbo che permise alla Città dei Papi di acquisire una grande notorietà.” Così Vincenzo Ceniti, console del Touring Club, ha introdotto la figura di Giorgio Capitani, nella terza puntata della serie “Vip in Tuscia”, promossa dal Gruppo Consolare di Viterbo del Touring Club Italiano, giovedì 24 marzo alle 17.30 nell’Auditorium del Centro Culturale di Valle Faul, con il patrocinio della Fondazione Carivit e la collaborazione di Fidapa, Associazione Culturale “Nimpha”, Inner Wheel e Rotary Club.

L’appuntamento, inserito nell’ambito della 12esima edizione dei Pomeriggi Touring dal Touring Club, è stato organizzato in collaborazione con le associazioni Nimpha, Fidapa, Inner Wheel e Rotary Club Viterbo.

Presenti, fra gli altri, all’incontro, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Viterbo col.Andrea Antonazzo, alcuni carabinieri di Viterbo (fra i quali il Comandante della Compagnia e anche il capitano Maurizio Jannaccone, che ha conosciuto bene il regista Giorgio Capitani, durante le riprese del Maresciallo Rocca con Daniele Tramontana), l’attore Massimo Ghini, carismatico interprete di Papa Giovanni, tre ex “ragazzi” de “Il Maresciallo Rocca”, Massimiliano Virgili (Russo), Massimiliano Pazzaglia (Alfano) e Paolo Gasparini (Banti), la moglie di Capitani Simona Tartaglia, il presidente del Sodalizio dei Facchini di Sanra Rosa Massimo Mecarini, i Cavalieri del Soccorso, rotariani, alcuni appartenenti al nuovo Caffè Letterario viterbese, amici ed estimatori del regista.

Giorgio Capitani era nato a Parigi nel 1927 ed è morto a Viterbo nel 2017. Alla vigilia dell’anniversario dalla scomparsa, la moglie, Simona Tartaglia, tra le migliori casting director del panorama, ha condiviso ricordi con il pubblico attento e con Massimo Ghini, per ricordare il grande regista

Una lunga carriera, quella di GiorgioCapitani, iniziata da attore in piccole parti come il portalettere in “Divisione Folgore” del 1954 con alcune scene girate alle Saline di Tarquinia, all’Aeroporto Militare di Viterbo e rapidi frammenti sulla Chiesa Campestre di Santa Maria delle Farine e sul coro della Chiesa di San Paolo ai Cappuccini.

Poi, nello stesso anno, la prima regia, in una delle pellicole strappacuore come “Pescatore ‘e Posilleco”, allora tanto in voga, oggi di grande interesse documentaristico che facevano affidamento sulla voce e la popolarità del cantante napoletano Giacomo Rondinella. E ancora regie, come “Ercole, Sansone, Maciste e Ursus gli invincibili (1964)” e le commedie “Pane, Burro e Marmellata” (1977), “Io tigro, tu tigri, egli tigra” (1978), “Vai avanti tu che mi vien da ridere” (1982), “Missione Eroica – I Pompieri 2” (1987) e “Rimini, Rimini. Un anno dopo” (1988).
Sul finire degli anni ’90, le produzioni Rai di quelli che fino a pochi anni fa erano chiamati ancora sceneggiati televisivi.

Oltre al pluridecorato “Il Maresciallo Rocca” (1996-2005), girato a Viterbo, le biografie “Papa Giovanni” (2002), “Rita da Cascia” (2004), “Edda” (2005). “Callas e Onassis” (2005), “Papa Luciani” (2006), “Il generale dalla Chiesa” (2009), “Puccini” (2009), “Enrico Mattei” (2009) e “Ho sposato uno sbirro” (2008-2010), “Dove la trovi una come me?” (2011), “Il restauratore” (2012).

Capitani amava Viterbo ed era ambasciatore onorario dei Facchini di santa Rosa. In un interessante video, Capitani afferma:
“La passione per il cinema nacque a Parigi. I cinema allora proiettavano due film al giorno e li vedevo sempre.
Mio padre voleva che facessi l’avvocato.
Mi piace creare cose inventate che danno la parvenza della realtà .
Io faccio i film che vorrei vedere, nel modo in cui vorrei vedere.
È in lavoro più di cuore che altro”.

Poi il regista parla del fidanzamento di 14 anni con Simona Tartaglia e del matrimonio che ha dato un senso di maggiore solidità alla loro bellissima storia d’amore.

Di Viterbo Capitani diceva:

“Viterbo sembra tante città messe insieme. Nè io nè il produttore la conoscevamo. Siamo arrivati in un giorno di temporale e ci siamo innamorati. A Viterbo ci sono terme stupende e un paesaggio bellissimo. Grazie al maresciallo Rocca, tanti hanno scoperto Viterbo e la Macchina di Santa Rosa, che commuove, con la fede e con l’entusiasmo degli uomini che la trasportano.

Sono diventato ambasciatore della Macchina di Santa Rosa per diffonderla nel mondo ma l’ho fatto per convinzione perchè mi piace.
Il maresciallo Rocca ha fatto piangere ed emozionare”.

A Giorgio Capitani fu conferita la cittadinanza onoraria di Viterbo nel 2004, dall’allora sindaco Giancarlo Gabbianelli.

“Ho sentito subito il calore della città. Sono fiero di essere cittadino viterbese.” disse Capitani nell’occasione.

Ci vorrebbe ora una targa a via Santa Rosa n.19, dove abitò il regista e dove vive Simona Tartaglia, una donna sensibile e amante della cultura, past president del Rotary Club di Viterbo e legatissima alla nostra città e alle sue bellezze.

Ha vissuto la vera Viterbo, Giorgio Capitani con Simona, non solo sul set, ma alle Terme, in pizzeria, al bar e ha deciso di acquistare una casa vicino al santuario di Santa Rosa.

Massimo Ghini ha affermato:”Ci sono idioti che fanno trasmissioni televisive che spero sempre che i miei figli non vedano, e non vedono, per fortuna. Io non ho fatto il maresciallo Rocca e ci sono rimasto male, ma venni chiamato da Giorgio per fare Papa Giovanni XXIII a Viterbo. 16 milioni di spettatori. Il percorso che feci con Giorgio fu eccezionale. Ho interpretato anche Galeazzo Ciano e Enrico Mattei.
Molti che vengono definiti registi non sanno nemmeno cos’è una macchina da presa. Giorgio, come tanti della sua generazione, aveva una profonda conoscenza del cinema. Per fare al meglio una cosa, bisogna che ci siano dei professionisti. È la professionalità, è l’etica che permette di raggiungere traguardi”. Poi scherza Massimo Ghini, e diverte il pubblico presente. Gli sarebbe piaciuto fare magari un “tenentino” nel maresciallo Rocca.
Poi sottolinea con serietà:” Il cinema è anche economia, è parte del PIL. Andrebbe considerato di più.”

Massimo Mecarini ricorda:”Nel 2017, furono fatti tre giri della macchina di Santa Rosa a piazza del Comune, in onore di Giorgio Capitani.

Nel film c’è la macchina che va in salita verso via Cavour.”

Un incontro allegro, brioso ed emozionante, quello di ieri sera, nello stile di Giorgio Capitani.

Il prossimo appuntamento della serie sarà su Ettore Petrolini, l’ultimo venerdì del mese, alla sede della Fondazione Carivit. Sarà presente il pronipote.

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