La strategia delle 3T: in Cina dicono addio alla mascherina, bar, ristoranti e discoteche piene

Il segreto della Cina per sconfiggere il Covid-19

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Ieri sera al programma televisivo “Le Iene” sono state mostrate le immagini di una Cina che vive tutta la sua serenità dopo aver quasi “sconfitto” il virus tanto temuto da noi italiani e non solo. La giornalista d’inchiesta è Roberta Rei che ci porta a Wuhan dove ormai le persone circolano liberamente senza mascherine, bar, discoteche, ristoranti e cinema aperti. Roberta Rei ci svela il segreto della Cina contro il Covid: la strategia delle 3T, testare, tracciare e trattare. È solo così che la popolazione cinese ora non ha più paura del virus e vive in pace.  In realtà anche in Italia inizialmente era stata presa in considerazione la strategia delle 3T ma poi ignorata.

Innanzitutto, vengono mostrati i dati sul numero dei tamponi eseguiti in Cina ed in Italia, con una differenza di circa 146.000.000 tamponi, una grossa cifra. Sicuramente è uno dei primi metodi di controllo più importante. A Wuhan in un solo giorno sono stati fatti circa 11.000.000 tamponi, le indagini svolte dalla Cina sono enormi, tracciano ogni singolo individuo che potrebbe essere stato a contatto con un positivo e di conseguenza vengono messi tutti in quarantena preventiva per 3 settimane. Qualche giorno fa – ci riporta Roberta Rei – ci sono stati 12 nuovi casi ed i tamponi correlativamente effettuati sono stati circa 9.000.000 in soli 5 giorni. Impressionante la capacità di intervento rispetto al nostro Paese, dove ci vogliono giorni e file chilometriche per effettuare un tampone.

Inoltre, i cittadini cinesi utilizzano un sistema di tracciamento incredibile attraverso app e riconoscimenti facciali vari che consentono di venire a conoscenza di un presunto contatto contagioso. Un cittadino fu sottoposto a tampone obbligatorio perché i “big data” indicavano che si era trovato in prossimità del mercato. Sicuramente “un sistema molto invasivo della privacy, in Cina c’è meno attenzione della tutela dei dati personali ed il controllo sociale è molto forte, migliaia di telecamere osservano ogni cosa“, in Italia si è provato a lanciare l’app “Immuni” ma la polemica al riguardo della privacy personale è stata molto forte.

In più, in Cina sicuramente anche grazie alla loro possibilità economica, sono stati aperti molti ospedali unicamente per trattare casi di Covid-19 così da evitare il contagio con altri reparti. Sono stati messi in atto robot per portare il necessario ai malati cosicché il rischio degli operatori sanitari è quasi pari a 0.

È questo il segreto della Cina che addirittura ha subito un +2% sul PIL: un mega controllo che forse in Italia non avverrà mai e che, secondo i dati, subirà un calo del 10,6% sul PIL. La domanda sorge spontanea: è meglio un Paese senza Covid ma anche senza libertà? Sicuramente no ma forse potevamo fare di più.

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