Il disegno di legge contro l'omotransfobia era stato approvato dalla Camera il 4 novembre 2020

Il Senato affossa il ddl Zan con il voto segreto

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Una seduta del Senato con la presidente Casellati

Salta l’esame degli articoli ed emendamenti del ddl Zan. E l’iter si blocca.

L’aula del Senato ha infatti votato a favore della cosiddetta ‘tagliola’, chiesta da Lega e FdI: a favore, 154 senatori, 131 i contrari e due astenuti. La votazione, avvenuta a scrutinio segreto, è stata accolta da un applauso. Il disegno di legge contro l’omotransfobia, approvato dalla Camera il 4 novembre 2020, torna così in Commissione Giustizia da dove, con ogni probabilità, non riemergerà più.

“Chi per mesi, dopo l’approvazione alla Camera, ha seguito le sirene sovraniste che volevano affossare il Ddl Zan è il responsabile del voto di oggi al Senato. È stato tradito un patto politico che voleva far fare al Paese un passo di civiltà. Le responsabilità sono chiare”, ha twittato Alessandro Zan, primo firmatario del disegno di legge.

A votare compattamente contro il disegno di legge è stato il centrodestra, una scelta che ha provocato le dimissioni dagli organi interni del partito di Elio Vito, storico ‘pasdaran’ berlusconiano, da mesi in rotta con il Forza Italia sui temi dei diritti.

Ma a far discutere è anche la strategia adotta dal Partito democratico. Il segretario Enrico Letta, due giorni fa, aveva dato incarico proprio a Zan di portare avanti le trattative con le altre forze politiche per valutare alcune modifiche.

L’apertura della linea di dialogo, nelle speranze del segretario dem, avrebbe dovuto scongiurare la tagliola che, però, è stata ugualmente posta al Senato e, per di più, con voto segreto.

Hanno quindi avuto campo libero i franchi tiratori e, alla fine, sarebbero stati 16 a ‘tradire’. Complicato individuarne i nomi, anche se fra i parlamentari nel Partito democratico si guarda a chi, fra coloro che facevano parte dell’ex maggioranza renziana, ha mostrato immediatamente perplessità sulla linea scelta dal Nazareno.

Il segretario Enrico Letta, tuttavia, è netto nel rivendicare la bontà della legge e degli sforzi fatti in Parlamento per portarla avanti.

“Hanno voluto fermare il futuro. Hanno voluto riportare l’Italia indietro. Sì, oggi hanno vinto loro e i loro inguacchi, al Senato. Ma il Paese è da un’altra parte. E presto si vedrà”, scrive su Twitter. dello stesso tenore la reazione del presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte: “Chi oggi gioisce per questo sabotaggio dovrebbe rendere conto al Paese che su questi temi ha già dimostrato di essere più avanti delle aule parlamentari”.

Un coro di entusiasmo, intanto, si è levato dal centrodestra: “Chi troppo vuole nulla stringe. È stata sconfitta l’arroganza”, dice Ignazio La Russa dopo il voto.

“Il ddl zan è affondato definitivamente. Evviva, vittoria. Grazie alla mia richiesta di non passaggio all’esame degli articoli e di voto segreto si è posto fine, definitivamente, al ddl Zan, affossato con ben 23 voti di scarto. Quando i professionisti scendono in campo è meglio che i dilettanti che restino in panchina”, chiosa il vice presidente leghista del Senato, Roberto Calderoli.

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