Il sincretismo sfrattò il dio Ercole, ben noto nella Tuscia, per fare posto a San Lorenzo

Il dio Ercole, fin dai tempi antichi, godeva di un culto molto diffuso in tutto il territorio della Tuscia

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sagginiIl dio Ercole, fin dai tempi antichi, godeva di un culto molto diffuso in tutto il territorio della Tuscia.

Poi l’avvento del cristianesimo, avviò un sincretismo sempre più attento alla affermazione dei nuovi valori cristiani, così tutte le pratiche e le manifestazioni pagane, vennero trasformate in favore della Madonna, dei Santi e dei Martiri cristiani.

Il sincretismo è una pratica attenta e precisa, che non sostituisce a caso, ma lo fa a ragion veduta. Per esempio nel caso di Ercole, ci si domandò in quale modo morì questo dio?
Come molti ricorderanno, Ercole morì bruciato su di una pira da lui stesso preparata. Allora sulla base di questa notizia fu cercato un santo cristiano, e per la sostituzione, si scelse San Lorenzo, morto bruciato sulla graticola.
Così in Viterbo, il Castrum Herculis cambiò il suo nome in Castello di San Lorenzo, che è ancora oggi, insieme a S. Rosa il co-patrone di Viterbo.

Come molti sanno il Castrum Herculis non era un castello come è, ad esempio quello di Soriano o quello di Bracciano, ma era un insieme di case costruite a bastione, impenetrabile sullo strapiombo del colle di San Lorenzo, che domina la valle Faul.
Il dio Ercole, secondo la leggenda, regalò ai viterbesi la sorgente termale del Bullicame e il simbolo del leone Nemeo.

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