Il T.A.R. non giudica, ma restiamo isolati

La pilatesca ordinanza del TAR Lazio sulla vertenza relativa al ricorso di alcune associazioni ambientalistiche di Tarquinia condanna la Provincia di Viterbo all’isolamento che sembrava potesse svanire dopo secoli

T.A.R. non giudica

Si è sempre sostenuto che i padri dell’isolamento del viterbese fossero gli agrari cui non fossero gradite le aperture di arterie verso Roma ed il resto dell’Italia perché avrebbero sottratto forze lavorative o dato coscienza alle masse, ma nonostante tutto questo dire e pensare, nel 1894 Viterbo venne collegata a Roma per ferrovia, quindi per Orte e ancora dopo negli anni 30 con una ferrovia in concessione dedicata (la ROMA NORD).

Non passò la Autostrada del Sole a Viterbo, ma neppure a Siena, per evidenti motivi tecnici (percorso in valle più agevole e meno impattante sul territorio), però si promise un collegamento veloce con Orte che poi avvenne trent’anni dopo, ma ancora oggi da quell’arteria non possiamo vedere il mare.

Quindi, il blocco dato dal TAR ad un progetto già finanziato di completamento della E45, richiama al peggio la mentalità che la Provincia di Viterbo debba restare isolata. Dopo la trionfale inaugurazione del tratto Cinelli/Monteromano del dicembre scorso, nonostante la spada di Damocle che pendeva sul progetto di completamento, eravamo certi che finalmente l’”autostrada dei due mari” avesse epilogo.

Ci eravamo sbagliati. Oggi stiamo tutti a recriminare di chi sia stata la “colpa” dello Stop del TAR che rimandando la decisione ad organismi giudiziari europei, ha di fatto chiuso con pietra tombale un progetto (il “tracciato verde”) approvato dal passato governo e peraltro finanziato con mezzo miliardo di euro.

A parere nostro la “colpa” è dei politici viterbesi, che salvo uno l’on. Rotelli, non hanno speso una parola a favore dell’opera, anzi, la Lega, che a livello nazionale proclama essere favorevole a grandi opere, sta candidando alle comunali di Tarquinia Alessandro Giulivi, uno dei firmatari del ricorso al TAR.

Vergogna per gli eletti in Provincia di Viterbo, siano essi consiglieri Regionali (in particolare, per es. per la talebana Blasi di 5stelle), senatori o deputati, presenti, passati e futuri che non hanno speso una parola a favore del completamento della E45.

Nessun movimento (ovviamente non quelli retrogradi ed ottusi pretesi ambientalisti) ha suscitato interesse pubblico perché un’opera fondamentale per lo sviluppo del territorio alto laziale, umbro e sabino, fosse realizzata.

Tutti accecati da campagna elettorale prossima per le Europee si sono dimenticati della E45, che è proprio un’arteria europea in quanto, con origine centro Italia a Civitavecchia arriva nel Mar Baltico a Kiel nell’alta Germania (Schlewig-Holstein), perchè negli anni 30 considerato questo percorso come autostrada dal Mediterraneo al mare del Nord (una sorta di nuova via Francigena), quindi ancora oggi una viabilità internazionale di interesse europeo. L’attivo Senatore Fusco della Lega, benchè eletto nel Collegio di Rieti, maggiormente presente in provincia di Viterbo che in Sabina, nell’assenza totale della votata senatrice Buongiorno, nulla ha pronunziato o riferito nelle opportune sedi circa l’importanza ed assoluta necessità di completare un percorso stradale che possa allentare l’isolamento di Viterbo (ed anche di Terni, Rieti, Perugia).

La città di Viterbo nei secoli passati aveva avuto sempre collegamenti con il “resto del mondo” di allora. La città, sin dall’epoca imperiale romana, era collegata con Roma dalla Via Cassia (oggi percorso rimasto immutato), quindi con il nord Italia via Firenze ed addirittura nei “secoli bui” con l’Inghilterra mediante la via Francigena, oggi, nel terzo millennio iniziato circa da due decenni, si ritrova isolata causa la pessima politica dei suoi amministratori.
Altro che agrari contrari allo sviluppo del territorio!

Contrari sono e si dimostrano i politici di ogni gruppo e colore per mantenere Viterbo e la Tuscia “ermetica” per i loro elettorati, che come popolo bue li continua a votare in attesa di spiccioli di prebende.

Certo fintanto che la Tuscia sarà considerata terra di voto per un politico nazionale che ha certezza di elezione e che gli altri candidati siano personaggi di secondo o terzo piano, peones in parlamento (vedasi Rotelli, Battistoni, Fusco) incapaci di redigere anche in buon italiano un progetto di legge, saremo sempre condannati all’oblio ed al disinteresse nazionale.
All’orizzonte non appaiono sorgere personaggi politici che possano invertire la rotta, ma solo scherani dei politici attuali, educati ab ovo a perpetuare la politichetta viterbese con i miseri risultati sin qui visti.

Non abbiamo alcun credito politico nazionale, anche un TAR (in pratica una specie di pretura, quindi minimo ufficio giudiziario) ci ridicolizza con una decisione che non decide, anzi ci irride, perché aver declinato la sua competenza ci condanna ad un eterno giudizio europeo con buona pace di chi ancora crede negli organismi europei.

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