E' passato piuttosto in sordina il fatto che il consigliere regionale Enrico Panunzi fosse stato il fautore di quel piano in quanto presidente della Commissione Urbanistica

Il Tar boccia il piano paesistico della Regione Lazio, che schiaffo a Panunzi

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La bocciatura inflitta alla Regione Lazio da parte del Tar è finita su tutti i giornali, il Tribunale infatti ha giudicato “grave” la diminuzione del livello di tutela, oltre a confermare il mancato coinvolgimento del Mibact.

Il tutto era avvenuto ad agosto 2019, quando la Commissione Urbanistica della Regione licenziò il piano paesistico non curante del fatto che, di lì a poco, il Governo avrebbe fatto ricorso al Tar poichè il Ministero per i beni culturali non era stato coinvolto.

Pochi giorni fa, il 17 novembre, il Tribunale si è espresso, infliggendo una pesante sentenza contro la Regione. Le motivazioni sono abbastanza forti: il piano avrebbe costituito una lesione diretta nei lavori paesaggistici tutelati ed una grave diminuzione del livello di tutela ed avrebbe previsto, nelle fasce costiere marittime, la possibilità di realizzare strutture balneari e strutture recettive all’area aperta in tutti i tipi di paesaggi, anziché solo in quelli diversi dai paesaggi particolarmente vulnerabili o di pregio. Inoltre, non era prevista una clausola di esclusione per i paesaggi vulnerabili, quali i paesaggi naturali, naturali agrari e agrari di rilevante valore. Infine, il piano promosso dalla Regione avrebbe ridotto la fascia di rispetto per gli insediamenti urbani storici, entro la quale ogni modificazione dello stato dei luoghi è sottoposto ad autorizzazione paesaggistica.

Insomma, un’altra figura non proprio edificante per il Presidente Nicola Zingaretti. Eppure più di qualcuno si è scordato che uno dei grandi fautori di questo piano, divenuto nel giro di un anno carta straccia, è uno degli uomini più influenti del panorama politico viterbese: sì, stiamo parlando proprio di Enrico Panunzi, consigliere regionale Pd.

Panunzi ha ricoperto dal 2013 al 2018 il ruolo di presidente della Commissione Urbanistica, mentre oggi ne è “solo” vicepresidente. Possiamo quindi dire che il Tar con questa sentenza non ha schiaffeggiato solo Zingaretti ma anche Panunzi, che a febbraio di quest’anno dichiarava festante: “Il Ptpr garantisce regole chiare per la gestione del territorio, per avviare le fasi dell’aggiornamento dei paesaggi sulla cartografia recente e per le successive pubblicazioni. L’amministrazione Zingaretti, dimostrando capacità di ascolto e fare sintesi, ha realizzato uno dei punti programmatici più importanti che si era prefissata all’inizio della legislatura”. E menomale che garantiva regole chiare, pensate se non le avesse garantite.

Beh, se il piano paesistico doveva essere “uno dei punti programmatici più importanti” che Zinga e Panunzi si erano prefissati ad inizio legislatura, qualcosa è andato decisamente storto.

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