Il Todis di Viterbo dona cibo ai bisognosi

Un mese fa il supermercato sulla Tangenziale Ovest ha stipulato un accordo con la onlus Mifido Difido che prevede la donazione periodica di alimenti avanzati o in via di scadenza. Iniziativa unica nel capoluogo della Tuscia

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Todis di Viterbo dona cibo ai bisognosi

E’ di tre giorni fa la notizia che il Senato italiano ha definitivamente approvato la legge contro gli sprechi alimentari, ma a Viterbo c’è già chi dona cibo avanzato o in via di scadenza a chi ne ha bisogno. «Ho sempre pensato che fosse un peccato gettare il cibo ancora buono, volevo fare qualcosa e appena mi si è presentata l’occasione giusta non ci ho pensato due volte».

A parlare è Giovanni Morelli, titolare del supermercatoTodis, sulla via Tangenziale Ovest di Viterbo, che un mese fa ormai, anticipando le decisioni del Governo, ha iniziato a donare il cibo in eccedenza del suo punto vendita. Iniziativa di questo tipo unica per il momento nel capoluogo della Tuscia: «Un giorno una mia amica impegnata nel sociale mi ha parlato del caso di una signora inglese, Linda – racconta Giovanni – il cui compagno era scomparso a dicembre lasciandola senza alcun tipo si sostegno economico. Ad aggravare la situazione c’era il fatto che la donna, residente ormai nel nostro Paese da diversi decenni, vivesse con diversi cani, tutti randagi o abbandonati, che lei e il suo compagno avevano soccorso e adottato. Ho pensato al cibo del mio punto vendita che ogni giorno resta invenduto, a quello appena scaduto o in via di scadenza che ero costretto a gettare a malincuore.
Così mi sono rivolto al mio commercialista e abbiamo trovato la soluzione che è molto semplice. Assieme alla Onlus che seguiva il caso di Linda abbiamo stipulato un accordo: in pratica l’associazione ha firmato un atto notorio che ha certificato la donazione. Ogni volta che il cibo viene consegnato, in genere due volte la settimana, bisogna compilare un documento di trasporto intestato a questa associazione senza fini di lucro in cui vengono elencate le materie che sono donate senza la valorizzazione del prezzo».

La persona incaricata dalla Onlus, ogni volta che viene in negozio, prende il materiale messo da parte e firma il ritiro della merce. L’associazione viterbese cui Giovanni dona il cibo del suo supermercato è Mifido Difido, che si occupa di soccorso e benessere animale e non solo. «In realtà, oltre ad aiutare gli animali ci occupiamo anche delle persone in difficoltà – spiega Cristiano Zappi, presidente dell’associazione. Il caso di Linda è particolarmente grave e grazie all’aiuto di Giovanni adesso lei e i suoi animali possono contare su un sostegno concreto, anche se la sua situazione resta ancora precaria. Ma con la crisi in atto sono tantissime le persone, specie anziane, che fanno fatica ad arrivare a fine mese. Nel loro caso la compagnia di un cane o un gatto molto spesso è l’unico affetto che hanno e aiutarle con una donazione di cibo vuol dire moltissimo. Giovanni ha dimostrato una grande generosità e non posso che ringraziarlo di cuore per questo».

C’è da dire che finora chi dona lo fa per fini prettamente umanitari: al momento non sono previsti sgravi sull’Iva o su altre imposte anche se la nuova legge approvata in Senato prevede la possibilità per i Comuni di incentivare chi dona agli indigenti con uno sconto sulla Tari. Ma l’esercente che paga lo smaltimento dei rifiuti a chilogrammi avrebbe già da subito un vantaggio economico notevole donando cibo ai bisognosi.

Giovanni è molto felice di aver aperto una nuova strada e si augura anche una maggiore consapevolezza del cittadino rispetto al valore del cibo: «Il consumatore che vede una mozzarella che scade tra cinque giorni non la compra più perché la considera vecchia ma non è così. Molti cibi, specie quelli inscatolati, sono ancora buoni dopo le date di scadenza indicati. In realtà credo che a livello di cultura alimentare in Italia ci sia ancora molto da fare ma sono certo che ci arriveremo. Dal canto mio posso dire che sono felice di aver dato il mio piccolo contributo per aiutare qualcuno perché vedere sprecato tutto quel cibo ancora buono mi pesava molto. Pensavo fosse una cosa complicata per via della burocrazia e invece è molto semplice. A me va bene così anche se al momento non ci sono vantaggi fiscali, ma credo che se il Comune di Viterbo, sulla base di questa nuova legge approvata dal Senato, deciderà di incentivare le donazioni con sgravi sulle tasse altri esercizi commerciali viterbesi di genere alimentare seguiranno questa strada».

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