Il Venezuela depredato e impaurito: si avvicina l’ora X

E’ resa dei conti in Venezuela tra il presidente ad interim Juan Guaidò e Nicolas Maduro. Il leader dell’opposizione ha annunciato nuove manifestazioni di protesta.

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E’ resa dei conti in Venezuela tra il presidente ad interim Juan Guaidò e Nicolas Maduro. Il leader dell’opposizione, dopo un tour nei principali Paesi dell’America Latina per stringere alleanze in chiave anti-chavista e dare la spallata finale al regime, è tornato a Caracas e di fronte a migliaia di suoi sostenitori ha annunciato nuove manifestazioni di protesta per domani. Temendo per la sua incolumità, in molti hanno atteso il suo rientro nell’aeroporto della capitale venezuelana. Tra questi tanti ambasciatori di quegli Stati – sono circa 60 – che riconoscono Guaidò come presidente del Venezuela, incaricato di aprire un canale umanitario e di traghettare il Paese verso libere elezioni.

La ritorsione di Maduro non si è fatta attendere: ha immediatamente accusato il capo della diplomazia tedesca di essere “persona non grata” e lo ha espulso. La sua vice, Delcy Rodriguez – recentemente tornata da un viaggio a Mosca per incassare il sostegno del Cremlino – ha poi rincarato la dose dicendo che il Governo sta ragionando su come far pagare a Guaidò le sue mosse.

Certo è che il ritorno del leader dell’opposizione ha messo Maduro in una posizione difficile. Se deciderà di farlo arrestare, sa già che aumenterà la pressione internazionale sul suo governo e che incorrerà nelle ire degli Stati Uniti. Da Washington il numero 2 della Casa Bianca, Mike Pence, ha già avvertito Palacio Miraflores che se dovessero toccare Guaidò la risposta dell’America sarebbe immediata.

Il regime chavista di Maduro ora più che mai mostra tutta la sua debolezza, schiacciato tra equilibri internazionali, in cui le grandi potenze stanno giocando una partita a scacchi con le pedine venezuelane. Su quella scacchiera c’è un intero popolo che chiede cibo e medicinali. Secondo le stime, sono più di trecentomila le vite a rischio in Venezuela, a causa della drammatica crisi economica e sociale generata dal regime di Maduro, ormai diventato un narco-Stato.

Se è vero che il Venezuela è il Paese più ricco di petrolio nel mondo, con riserve più grandi dell’Arabia saudita, è anche vero che Caracas ha sottratto a Medellin la triste palma del narcotraffico. Maduro ha di fatto convertito il Venezuela in un santuario per criminali, regalando pezzi del Paese a ex guerriglieri delle FARC colombiane, narcotrafficanti locali ed estremisti islamici come Hezbollah. Il risultato è stato che negli ultimi anni il Venezuela è diventato il crocevia del mercato della droga in America Latina, con un fatturato di circa 200 miliardi di dollari.

Cifre che fanno venire i brividi, se si pensa che i bambini a Caracas muoiono negli ospedali per mancanza di medicine che da noi si comprano in una normale Farmacia. E quelli che hanno la fortuna di essere sani, rischiano ogni giorno di deperire a causa della mancanza degli alimenti di base. Gli unici a stare bene in Venezuela sono gli alti papaveri del governo di Maduro. Per questo le piazze hanno scelto di seguire Juan Guaidò e torneranno a riempirsi sabato.

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