Il Lazio, qualora i dati dei contagi fossero confermati, rischia di cambiare colore già dalla prima settimana di gennaio

Il virus continua la sua corsa e cancella Capodanno e feste in piazza e in discoteca

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Quest’anno, tra green pass e terze dosi, si sperava di vivere le festività con una certa tranquillità.

Speravamo di recuperare appieno quella socialità a cui si era dovuto rinunciare lo scorso anno, costretti a scremare il numero di familiari e amici con cui potersi rapportare.

Così come sembrava possibile godere delle varie iniziative tipiche del periodo.

Invece ancora una volta la prepotente presenza del virus ha cancellato tutto o quasi. Saltate le rappresentazioni dei presepi viventi, il Capodanno in piazza o nelle discoteche.

Il ritorno alla normalità pre-Covid è ancora di là da venire e quando il virus abbandonerà la scena, probabilmente comunque sarà una normalità diversa.

Intanto i contagi continuano a correre, forse dovuti anche alla pseudosicurezza di cui è stato ammantato il green pass. Come se essere in possesso di un certificato – pur ottenuto dopo la somministrazione del vaccino – fosse uno scudo impenetrabile.

Ieri nella nostra provincia sono stati accertati 432 nuovi casi, di cui ben 137 soltanto a Viterbo.

E a Roma città si è registrato un nuovo record di contagi: 2.381.

Come reso noto dalla Regione, per quanto riguarda la situazione ospedaliera i tassi di occupazione in area medica e in terapia intensiva sono “lievemente superiori rispettivamente al 15% e al 10 percento”.

Una situazione che fa dire all’assessore regionale alla Sanità D’Amato che “qualora questi dati fossero confermati porterebbero al cambio colore dalla prima settimana di gennaio”.

Nonostante una campagna vaccinale importante, visto che nel Lazio è stata superata quota 10 milioni e 900 mila somministrazioni e di queste 1,9 milioni sono dosi di richiamo, pari al 40% della popolazione adulta. Il 95% di adulti ha ricevuto la doppia dose così come il 90% degli over 12.

 

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