La microcriminalità nemica di Viterbo, ma un rimedio ci sarebbe

Illuminazione nei quartieri a rischio e avanti col piano delle telecamere di sorveglianza. Questa è la strada!

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Non fatti eclatanti e sanguinosi, che mettono a repentaglio la vita stessa di una comunità e seminano ondate di terrore. Eppure Viterbo, nel suo complesso, non si sente affatto al sicuro.

Il direttore Giovanni Masotti

I cittadini per bene non escono più di tanto la sera in certi quartieri e, se lo fanno, stanno molto attenti. Perché temono da un momento all’altro fattacci o aggressioni, tutto quel pacchetto di episodi che vanno sotto il nome di microcriminalità, ma che “micro” non sono per niente, perché se ne ripetono in quantità e minano la tranquillità di fondo dei viterbesi. Qui non si tratta di lanciare sguaiati allarmi, gettarsi a capofitto per additare le autorità al pubblico ludibrio, invocare una stretta alla “law and order”. Basterebbero un po’ più di attenzione e un atteggiamento mirato sui quartieri della città a rischio per spazzare via questa coltre di paura. Come è successo l’altra sera al Sacrario, quando uno scassinatore solitario ha potuto agire indisturbato sulle automobili in sosta perché quella zona era completamente al buio.

Periodicamente questa questione viene a galla e se ne discute molto Due-tre-quattro giorni e poi, al solito, il silenzio e si ricomincia da capo come se niente fosse. E invece no, non si può fare così. L’illuminazione di Viterbo deve essere e restare una priorità assoluta. Così come il piano di realizzazione delle telecamere di sorveglianza, che un inizio l’ ha avuto ma su cui bisogna continuare tanto a lavorare. Sarebbe assai meno difficile operare con successo per polizia e carabinieri, e delinquenti e delinquentelli starebbero molto più attenti a mettersi in azione.

Insomma, nessun isterismo, ma un lavoro serio e molto più moderno di sostegno alla forze dell’ordine. Non stanchiamoci di sottolineare quanto siano determinanti per la sicurezza l’illuminazione e le telecamere. Solo così si può vincere la battaglia contro la subdola microcriminalità sempre in agguato.

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