Migliaia i messaggi di vicinanza alla famiglia del 39enne viterbese morto in Messico dopo aver contratto il Covid

Immenso il cordoglio della città per la morte di Fabrizio Bianchini

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VITERBO – Familiari, amici, conoscenti, il mondo della politica, anche nazionale. I viterbesi tutti si stringono intorno alla famiglia Bianchini dopo il grave lutto per la perdita di Fabrizio, morto in un ospedale di Playa del Carmen dopo aver contratto il Covid.

La comunità viterbese è rimasta profondamente colpita dalla terribile notizia: erano settimane che il fratello Paolo, attraverso il suo profilo facebook, dava continui aggiornamenti sulla situazione clinica e in centinaia facevano il tifo per “Bizio”, così lo chiamavano gli amici.

Una settimana fa le condizioni di Fabrizio erano migliorate, tanto che si sarebbe dovuto procedere all’estubazione, preceduta da un piccolo intervento di tracheotomia. Poi l’imprevedibile: l’uragano Grace e lo stato di emergenza. Secondo i protocolli messicani le sale operatorie devono rimanere a disposizione e, quindi, aveva spiegato Paolo, l’intervento di Fabrizio era slittato ed è subentrata un’infenzione.

Ieri l’altro il messaggio che nessuno avrebbe voluto leggere: “Il cuore di mio fratello non ha retto”. Un colpo per la comunità viterbese, che si è stretta in un grande abbraccio ai Bianchini.

Fabrizio, 39 anni, conosciutissimo e amato nel capoluogo, era un grande tifoso della Lazio. E non sono pochi, i viterbesi doc, ad aver avuto un pensiero per un altro grandissimo tifoso della Lazio scomparso prematuramente a poche settimane dal compimento dei 40 anni: l’indimenticato collega Andrea Arena. “Mi piace pensare – scrive E.C. Su facebook – che ora con Andrea sarete insieme a tifare Lazio da qualche parte. Che la terra ti sia lieve”.

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