Immigrati: più irregolari, posti dimezzati nei centri. Aumenta il rischio criminalità

Immigrati irregolari in aumento e posti dimezzati nei centri di accoglienza: una combinazione esplosiva che rischia di implodere

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Immigrati irregolari in aumento e posti dimezzati nei centri di accoglienza.La combinazione esplosiva di questi due elementi, in un rapporto inversamente proporzionale, rischia di creare seri intoppi nella gestione, già problematica, dei migranti.E’ notizia recente del dimezzamento del numero dei migranti nei centri in base al nuovo bando emesso dalla Prefettura di Viterbo, in vigore fino ad aprile 2021.

Molte le associazioni e le cooperative che non hanno partecipato, adducendo come motivazione i tagli introdotti dal Decreto Salvini e la riduzione di molte agevolazioni. In realtà, anche il prezzo d’asta è cambiato: dai 35 euro giornalieri si è passati a 18; 23 euro per i centri fino a 50 posti; quasi 22 euro per le strutture che partono dai 50 e vanno fino ai 300 posti camera. Un mercato, quindi, che probabilmente non risulta più tanto allettante. La drastica diminuzione degli ospitati nei centri d accoglienza procede, di pari passo, con l’incremento degli irregolari: 44.000 in tutt’Italia.

La stretta sui permessi umanitari ha creato un esercito di “stranieri-fantasma”, costituito dalle migliaia di immigrati che hanno perso le precedenti generose tutele di legge, ma non sono stati espulsi dal territorio italiano. Tutto ciò determina inevitabili problematiche: persone che, pur non avendo più un riconoscimento normativo,  comunque sono rimaste e in qualche modo devono comunque dormire e mangiare. Un fenomeno che rischia, a lungo andare, l’implosione, portando all’aumento di episodi di caporalato e di crescita dei reati.

Spiega Luca Di Sciullo, presidente Centro Studi e Ricerche Idos, società che si occupa di stilare pubblicazioni annuali sul fenomeno migratorio in Italia: “Nella provincia viterbese ci sono 31.100 residenti stranieri, di cui 14.300 non comunitari. Circa 1500 sono richiedenti asilo o titolari di una forma di protezione. Di questi 200 sono beneficiari di “protezione umanitaria”, che – in virtù della nuova normativa – divenntano a “rischio irregolarità”. Queste persone espulse dai centri di accoglienza, e senza più riferimenti, possono facilmente costituire un bacino fertile per la criminalità organizzata, o anche generare manovalanza da caporalato. Una situazione,  dunque, che rischia di esplodere in tutta la sua potenziale pericolosità e sulla quale è necessario un monitoraggio costante da parte delle istituzioni”.

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