Impianti lavorazione rifiuti, Marini: “Il nostro territorio è appetibile perché più conveniente rispetto ad altri”

Il capogruppo Fi è stato l'estensore dell'Odg per il No al biodigestore all'Acquarossa, approvato all'unanimità

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“Viterbo terra di conquista”, copyright Giulio Marini durante il consiglio comunale di giovedì.

Un territorio, a rischio concentrazione di insediamenti industriali per il trattamento rifiuti, che negli ultimi mesi sembra essere stato ‘scoperto’ dalle aziende operanti nel settore.

“Un territorio appetibile perché economicamente conveniente” rimarca il capogruppo di Forza Italia Giulio Marini, estensore dell’ordine del giorno con cui il parlamentino di Palazzo dei Priori ha detto No alla localizzazione del biodigestore e di impianti analoghi in località Acquarossa.

“Ora c’è un indirizzo politico generale di contrarietà all’installazione di impianti sul territorio che producono ulteriore concentramento di rifiuti. – spiega Marini – Siamo contrari a questa idea, che si sta sempre più manifestando, che il nostro territorio di grande qualità ambientale possa essere utilizzato ed abusato per la lavorazione dei rifiuti”.

“Come amministrazione non possiamo entrare nel merito, noi possiamo dare indicazioni politiche oppure fare programmazione. In questo caso abbiamo fatto una manifestazione di intenti politici” sottolinea riferendosi alla sua mozione.

E torna a ribadire però che “qualora i progetti fossero perfetti per quanto riguarda il rispetto delle normative di legge, la manifestazione degli intenti politici può fare poco. Però con l’indicazione espressa dal consiglio comunale chiediamo di prestare massima attenzione su tutti gli aspetti progettuali”.

Sui motivi di quello che sta diventando un vero ‘assalto’ al territorio sottolinea: “Ci sono delle valutazioni economiche che sono più favorevoli rispetto ad altre zone. Perché altrimenti dovrei sostenere il costo di trasporto a Viterbo invece di lavorare i rifiuti vicino a dove vengono prodotti? Perché è più conveniente e i costi da sostenere per l’allestimento degli impianti sono meno onerosi”.

E prosegue: “Il costo di lavorazione, con l’epoca moderna, dovrebbe essere il rifiuto a parametro zero come l’agricoltura. Ognuno smaltisce vicino al proprio territorio. Così non c’è il giro di camion che vanno a inquinare e che vanno a rovinare le strade”.

Il capogruppo Fi e delegato all’Ambiente in Provincia torna poi a ribadire la nostra autosufficienza in merito al ciclo dei rifiuti.

“Viterbo e provincia ha una sua rete di smaltimento che è adeguata per il territorio. Perché dobbiamo andare ad ampliare questa rete per smaltire rifiuti che vengono da altre città? Perché dobbiamo fare qui lavorazioni del genere?”.

“Come impostazione politica preferisco che il nostro territorio sia valorizzato di più dal punto di vista culturale, enogastronomico e turistico invece che da una miriade di impianti di riqualificazione del rifiuto” conclude Marini.

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