La consigliera Luisa Ciambella: "La moratoria approvata ad agosto dalla Regione che prometteva di mettere in stand-by i maxiprogetti per le rinnovabili su terreni agricoli in realtà ha cambiato poco e niente"

Impianto di Ferento, via libera ufficiale ai 93 ettari di fotovoltaico

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“Per l’impianto di 93 ettari non lontano dall’area di Ferento (più stazione elettrica tra Grotte Santo Stefano e Vitorchiano) è ufficiale il via libera”. A confermare la notizia è la consigliera comunale di Viterbo Luisa Ciambella.
“Dopo il parere positivo concesso dalla conferenza dei servizi il 30 settembre, – spiega infatti – nei giorni scorsi l’iter si è formalmente concluso con la pronuncia di compatibilità ambientale da parte dell’area Via della Regione Lazio (determina G13097 del 27 ottobre) e a seguire con la pubblicazione in albo pretorio dell’autorizzazione unica della Provincia di Viterbo (numero registro generale 2149 del 28 ottobre)”.
A questo riguardo la moratoria approvata ad agosto dalla Regione Lazio, “che prometteva di mettere in stand-by i maxiprogetti per le rinnovabili su terreni agricoli”, secondo la consigliera “ha cambiato poco e niente”.
“In particolare, per il fotovoltaico la norma prevede solo la sospensione delle installazioni fino ad aprile 2022. Le autorizzazioni invece stanno andando avanti normalmente. A cosa serve una moratoria del genere? – si domanda la consigliera – E’ stato detto che in questo modo i Comuni avranno il tempo per fare quello che in molti casi non è stato ancora fatto: individuare le aree idonee e non dove ubicare questi maxi impianti industriali. Giustissimo. Ma se nel frattempo i procedimenti autorizzatori non si fermano o addirittura arrivano a conclusione, come possono i Comuni mettere eventuali vincoli anche su aree che risulterebbero già impegnate? E’ un controsenso”.
“Anche fosse così, ne scaturirebbe una quantità infinita di contenziosi, con tutti i costi che ne derivano. La moratoria a quel punto sarebbe addirittura dannosa. Alla luce di tutto ciò, è possibile parlare di pseudomoratoria? L’obbligo da parte dei Comuni a individuare le aree non idonee per le rinnovabili esisteva già da prima. Per quanto mi riguarda, da mesi come consigliere comunale sto facendo di tutto per sollecitare l’amministrazione di Viterbo in questo senso. Amministrazione che è colpevolmente in ritardo”.
“Detto questo, – prosegue – non si può neanche scaricare tutto sui Comuni. Troppo facile. Pensiamo ad esempio a quelli più piccoli. ‘Il ministro per la Transizione Ecologica Cingolani ha dato alle Regioni sei mesi di tempo per individuare le aree idonee dove mettere gli impianti’. E’ quanto riportava il Corriere della Sera il primo novembre in un articolo a firma di Milena Gabanelli e Fabio Savelli. Chiedo: la Regione Lazio per quanto le compete direttamente cosa sta facendo? Al di là di Ferento (ricordo il sit-in molto partecipato a maggio fuori dall’area archeologica), la cosa che più mi provoca dispiacere è che questa moratoria ha creato molte aspettative in cittadini, associazioni, comitati. Attese che invece sono state tradite. Anche così la politica perde di credibilità”.

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