Una ditta di Bolzano avrebbe acquistato 10 ettari di terreno vicino al carcere per destinarli all'impianto. La consigliera Luisa Ciambella chiede chiarimenti al sindaco e al prefetto di Viterbo

“Impianto fotovoltaico a ridosso di Mammagialla, il Comune valuti i rischi per gli abitanti”

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Impianti fotovoltaici nel Comune di Viterbo: dopo essere intervenuta a più riprese sul tema nei mesi scorsi (ne parlavamo qui) la consigliera Luisa Ciambella in occasione del Consiglio comunale del 19 gennaio è tornata a rivolgere un’interrogazione al sindaco Arena e al Prefetto Bruno a proposito dell’autorizzazione di un impianto a ridosso del carcere di Mammagialla (strada S.S. Salvatore, strada Caprini, strada Mammagialla – ingresso dalla Teverina al carcere).

“10 ettari di terreno a 200 metri circa in linea d’aria dal carcere sarebbero stati acquistati da una ditta di Bolzano, specializzata nel settore delle energie rinnovabili, per essere appunto destinati alla realizzazione di un impianto fotovoltaico. – ha chiarito la consigliera – Tra le condizioni del contratto di compravendita sembrerebbe che il venditore si sia impegnato a chiedere al comune di Viterbo la ‘cancellazione del vincolo di non – edificabilità‘ che oggi grava su alcune particelle e altre richieste tecniche. Si ricorda che stiamo parlando di zona agricola da piano regolatore, ad oggi coltivata. Chiedo di sapere il Comune di Viterbo se ha ricevuto queste richieste e come ha risposto, di valutare attentamente la richiesta e che la normativa lo consenta”, ha detto la Ciambella.

Tra gli altri chiarimenti richiesti al sindaco dalla consigliera ci sono quelle di sapere “se l’impianto sia già stato autorizzato dalla Regione Lazio, se si sono già tenute le conferenze di servizio, se il Comune vi si è recato e che tipo di compensazione abbia chiesto”.

Ricordiamo che le società incaricate dell’installazione degli impianti di questo tipo sono infatti tenute, per legge, a indennizzare l’Ente per il disagio ambientale annesso, attraverso una serie di opere compensatorie utili per la città e i suoi abitanti.

“Chiedo anche – ha aggiunto – che il comune si rivolga e si avvalga della professionalità di un avvocato specializzato e di chiara fama nel settore per potersi tutelare e chiedere ciò che realmente spetta in termini di compensazioni eventualmente sia possibile l’installazione” e “di sapere se il comune ha già visto la documentazione relativa a questo nuovo impianto e di verificare tutte le autorizzazioni anche quella, se richiesta per legge, che potrebbe rilasciare il Ministero di Grazia e Giustizia”.

“Una cosa è certa, si valuti attentamente se questa autorizzazione non rischi di arrecare danno agli abitanti”, ha sottolineato la Ciambella, ricordando che “è noto che la manutenzione degli impianti in questione si serva di una quantità considerevole di erbicidi, come evidenziato vari studi in merito, non ultimo l’allarme lanciato dalla Coldiretti di Viterbo lo scorso marzo, i confinanti del terreno individuato e gli altri abitanti della zona è noto che si servano, per l’approvvigionamento delle acque, principalmente di pozzi esistenti. Va scongiurato in ogni modo l’inquinamento della falda acquifera sottostante che alimenta tali pozzi“, ha concluso.

 

 

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