L'azienda chiederà i danni per gli anni di ritardo, ma i Comuni umbri e viterbesi non intendono deporre le armi

Impianto geotermico a Castel Giorgio, la battaglia prosegue a colpi di carte bollate

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Il capitolo geotermia, nonostante il via libera dal Consiglio di Stato all’impianto sull’altopiano dell’Alfina a Castel Giorgio, non sembra concluso. Almeno a livello legale.

Da una parte, la società Itw Lkw Geotermia Italia dichiara che i suoi avvocati sono già al lavoro per chiedere i danni per il ritardo subito – il progetto risale al 2016 – e che, come dichiarato dal general manager Diego Righini, ha fatto perdere milioni all’azienda.

Sull’altro fronte però anche i sindaci dei Comuni, sia della parte umbra, Castel Giorgio in testa, che di quella viterbese – Grotte di Castro, Acquapendente, Bolsena, Montefiascone – non intendono deporre le armi.

L’ipotesi potrebbe essere quella di ricorrere alla Corte di Giustizia europea.

Ma l’approccio da adottare sarà individuato e messo a punto in un incontro con tutti i sindaci interessati che nei prossimi giorni dovrebbe essere convocato dall’appena riconfermato primo cittadino di Castel Giorgio Andrea Garbini.

 

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