Impianto geotermico di Castel Giorgio, gli ambientalisti: “Provocherà terremoti”

L’Osservatorio lago di Bolsena sul rischio sisma nell’Alta Tuscia: “Altre centrali già costruite nel mondo lo dimostrano”

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Terremoti indotti dalla geotermia per Castel Giorgio e per l’area dell’Alta Tuscia e del lago di Bolsena. È questo il forte rischio che corre – spiegano dall’Osservatorio ambientale del lago di Bolsena – una vasta area al confine tra il Lazio e l’Umbria in caso di realizzazione dell’impianto pilota denominato Castel Giorgio per ricerca di risorse geotermiche. Impianto proposto da Itw Lkw Geotermia Italia spa.

“Contro il chiaro no delle Regioni Umbria e Lazio, dei Comuni del comprensorio e della popolazione, il Consiglio dei ministri nella sua riunione del 31 luglio ha deliberato di consentire la prosecuzione del procedimento di realizzazione dell’impianto – dicono gli ambientalisti -. Comuni e associazioni hanno deciso di ricorrere contro questa decisione presso i tribunali nazionali e le istituzioni europee, e anche le Regioni si sono espressi in questo senso”. Tra i rischi, il più “immediato e importante” per gli abitanti di Castel Giorgio è il rischio sismico. “Non è di questo avviso il general manager della ditta proponente, l’Itw-Lkw Italia – affermano dall’Osservatorio -: secondo i suoi comunicati e le sue affermazioni pubbliche, l’impianto pilota geotermico a Castel Giorgio è a zero sismicità indotta o innescata”. Per gli ambientalisti non è così.

“L’impianto di Castel Giorgio si rifornisce per il suo funzionamento di fluido geotermico presente nel sottosuolo. Durante la realizzazione, le trivellazioni possono provocare movimenti violenti nel sottosuolo. Durante l’esercizio il pericolo viene dal prelievo di grandi volumi di fluido e dall’iniezione dello stesso volume di fluido raffreddato in una zona lontana dalla prima, a più di 2000 metri di profondità. Si creano stress termici, sovrappressione e stress meccanici nella roccia della zona di reiniezione, e una certa sottopressione nella zona di estrazione”.

Per gli ambientalisti, “la letteratura scientifica internazionale dimostra sismi indotti da centrali geotermiche. Due esempi tra i tanti: 1) Le centrali geotermiche nella zona di Monaco (Baviera). Tra queste ci sono impianti quasi identici a quello progettato a Castel Giorgio. Qui, sono stati registrati i sismi indotti e indubbiamente riconducibili all’esercizio degli impianti. 2) Le centrali del campo geotermico di Salton Sea nella California meridionale. Sono centrali del tipo “flash” come quelle dell’Amiata in una zona con una sismicità locale naturale comparabile a quella dell’Alfina. Registrazioni della sismicità dal 1981 dimostrano una chiara correlazione tra attività delle centrali geotermiche e frequenza dei terremoti”.

Il sottosuolo di Castel Giorgio, situato sul bordo del complesso vulcanico Volsini, “ha una storia e una struttura geologica complessa, con molteplici fratture della roccia e con molte faglie, in parte attive e causa dell’importante sismicità naturale della zona: con i terremoti, con epicentri proprio a Castel Giorgio, del 1957 (magnitudo 4,9) e del 2016 (4,1)”. Per l’Osservatorio, “la domanda da porre è: come può non provocare terremoti la realizzazione e l’esercizio della centrale di Castel Giorgio? E infatti, la centrale di Castel Giorgio provocherà eventi sismici”.

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