Impianto geotermico, l’associazione “Lago di Bolsena” lancia in resta contro la società costruttrice!

Alcuni Partecipanti al dibattito hanno sottolineato i “colpi bassi” che Righini ha sferrato nei giorni scorsi, quando ha definito “cretini” coloro che hanno parlato del rischio di terremoti indotti e dell’inquinamento delle acque del lago di Bolsena

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Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa redatta da Piero Bruni, presidente dell’associazione Lago di Bolsena, inerente l’incontro avvenuto  lunedì 5 agosto con il manager della ITW&LKW Diego Righini.

“Lunedì 5 agosto, presso la trattoria “La Baracca” ha avuto luogo un incontro pubblico sulla geotermia, organizzato dal Manager della ITW&LKW Diego Righini per illustrare i benefici che porterebbe l’impianto geotermico di Castel Giorgio alla comunità locale. Il pubblico ha vivacemente contestato i suoi tentativi di dimostrare la sicurezza dell’impianto rispetto al rischio sismico e rispetto al rischio di inquinamento con sostanze cancerogene della sottostante falda acquifera, dalla quale viene prelevata l’acqua per la rete potabile. Qualcuno del pubblico ha persino riletti ad alta voce alcuni fondamentali passaggi delle relazioni scientifiche redatte da eminenti geologi (Vignaroli et al., Mancini, Pagano) che evidenziano tali rischi. Alcuni Partecipanti al dibattito hanno sottolineato i “colpi bassi” che Righini ha sferrato nei giorni scorsi, quando ha definito “cretini” coloro che hanno parlato del rischio di terremoti indotti e dell’inquinamento delle acque del lago di Bolsena. Evidentemente si riferiva agli anzidetti geologi, sostenitori del principio di precauzione. Di fronte agli sparuti e ammutoliti abitanti di Castel Giorgio (5 o 6) apparentemente favorevoli all’impianto, i giovani presenti hanno rivendicato con forza la vocazione agricola del territorio che sarebbe irrimediabilmente compromessa dalla costruzione della centrale. Significativo è stato il momento in cui uno dei geologi ingaggiati da Righini, il dott. Francesconi, è stato incalzato dal pubblico con la domanda “Se la sente di escludere i rischi di terremoti e di contaminazione delle falde che altri studiosi hanno messo in luce?”

La risposta è stata il silenzio. Le affannate argomentazioni del Manager Righini, che sostanzialmente svolge la funzione di venditore, sono evidentemente inquinate dall’interesse personale: infatti le azioni della società che rappresenta valgono attualmente meno che zero, ma, “senza muovere zolla”, acquisterebbero il valore di alcuni milioni di euro il giorno stesso in cui l’impianto venisse definitivamente autorizzato. Righini mente spudoratamente quando afferma sui giornali “Io vi giuro, ho parlato singolarmente con ognuno di loro (i sindaci) e nessuno è contrario”. A quali sindaci si riferisce? Di quale pianeta? Tutti si accorgeranno, Righini incluso, che è vero il contrario. Infatti l’autorizzazione, attualmente concessa dal Consiglio dei Ministri, sarà tra breve massicciamente e collettivamente ostacolata con ricorsi al TAR da parte di numerosi Comuni e Associazioni dell’Umbria e del Lazio. Ricorsi e controricorsi continueranno fino a quando il Consiglio di Stato metterà la parola fine a questa incresciosa minaccia ambientale. Anche la Commissione Europea potrebbe intervenire a tutela del SIC/ZPS Lago di Bolsena. Tecnicamente la Direzione Ambiente della Regione Lazio ha già autorevolmente confermato lo stesso parere dei geologi citati, e cioè che non si può escludere l’inquinamento dell’acquifero di Bolsena da parte dell’impianto in oggetto. Politicamente la popolazione di Castel Giorgio ha già espresso il proprio parere quando ha eletto l’attuale Sindaco, fortemente contrario alla geotermia, mettendo da parte il sindaco precedente, sostenitore e promotore dell’impianto in discussione”.

Piero Bruni – Associazione Lago di Bolsena

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