Imprenditore di Montefiascone vittima di usura, risarcimento danni di 300mila euro

La sentenza il 25 giugno prossimo. Il pubblico ministero ha chiesto il carcere per ex bancario e un presunto complice

1733
orietta celeste
L'avvocato Orietta Celeste

“Chiedo la condanna per i tre imputati e un risarcimento del danno di quasi 300mila euro in favore del mio assistito, che è stato vittima di usura da parte di un uomo che allora era funzionario di banca”.

Orietta Celeste, avvocato della parte offesa (“Lo denunciò dopo tre anni, nel 2007, quando minacciarono la madre nella concessionaria”) costituitasi parte civile, parla dell’udienza di ieri in tribunale. Qui, il pm Michele Adragna ha chiesto per due imputati 6 (a Angelo Valleriani) e 4 anni (Gianpaolo Bannetta) di reclusione, oltre al pagamento di una multa; per gli altri due (Vincenzo Falcone e Amanzio Bellacanzone, nel frattempo morto) l’assoluzione.

I capi di imputazione sono, a vario titolo, usura aggravata (tassi fino al 400%), minacce e estorsione, per la quale sarebbe sopraggiunta la prescrizione.
I fatti risalgono al periodo che va dal 2004 al 2007. Quando, racconta l’avvocato Celeste, “il mio assistito, un montefiasconese che allora aveva 24 anni e aveva un’attività imprenditoriale, aprì un conto corrente di 15mila euro alla Banca di Roma. Il mio assistito fu vittima di usura da parte di un funzionario dell’istituto di credito. Questa persona disse di volerlo aiutare. Ma poi, a fronte di prestiti di circa 400mila euro, il mio cliente ne ha dovuti restituire oltre 600mila”. Continua l’avvocato di parte civile: “Il funzionario prestava i soldi tramite degli assegni. L’usurato, poi, pagava con degli altri assegni post datati con una soglia di interesse più alta”.
Ma c’è di più: “Un procedimento che dura da più di dieci anni – prosegue l’avvocato -. Con un incidente probatorio fatto all’inizio, e poi il processo. Durante il quale il collegio ha nominato un ctu (consulente tecnico d’ufficio) che ha fatto una perizia per individuare se nel dare/avere fosse stata superata la soglia legale del tasso usuraio. Ebbene, il perito individuò un tasso usuraio. Sulla base di quanto detto dal perito, io chiedo la condanna e il risarcimento del danno”.
L’avvocato spiega altri particolari del processo: “Nel fascicolo del dibattimento si è persa la perizia dell’incidente probatorio, oltre a mancare qualche assegno. Allora, per ricostruire i rapporti di debito/credito, il perito non si è limitato a prendere in considerazione la documentazione agli atti, ma è andato dalle banche e si è fatto dare gli estratti conto. Da qui, la difesa dice che mancano i titoli e le prove, e non c’è l’attendibilità dei testimoni. Io invece dico che le prove ci sono, in quanto il perito ha visionato anche i conti correnti”.
Sull’usura aggravata, l’avvocato Celeste spiega: “L’imputato si è approfittato dello stato di bisogno del 24enne. Un’altra aggravante è il ruolo di funzionario di banca dell’uomo che prestava i soldi”. Sull’estorsione: “Ogni volta che il ragazzo non riusciva a pagare, era costretto a ritrattare il credito a un interesse più alto”.
Sempre sull’estorsione, Celeste contesta la prescrizione: “Non è così secca: la contesto. E in ogni caso, ho fiducia nella giustizia”. La sentenza è stata fissata per l’udienza del 25 giugno 2019.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui