In arrivo “Atlas”, cometa visibile ad occhio nudo. E’ simbolo di speranza nell’emergenza Covid-19

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Chi non ha mai desiderato assistere in prima persona all’esperienza dei famosi corpi celesti che prendono il nome di “comete”? Molti, soprattutto coloro che sono nati prima degli anni ’90, hanno già avuto l’occasione di vederne una: la cometa Hale-Bopp del 1997; tuttavia, molto probabilmente, ora lo spettacolo sarà disponibile anche per i più giovani. In questo periodo di emergenza da coronavirus, ecco un avvenimento molto raro che accompagnerà la nostra quarantena per darci la forza di sperare ancora, in quanto simbolo stesso di speranza (e di “punto di riferimento”, se si pensa ancor di più a quella che per tradizione accompagnò i Re Magi da Gesù Bambino).

La cometa Atlas

E’ previsto infatti che tra la fine di aprile e quella di Maggio sarà visibile a occhio nudo una cometa, a cui gli scienziati hanno conferito il nome di “Atlas” (dal nome dei telescopi delle Hawaii che per primi l’hanno segnalata); questo corpo celeste, per fortuna non pericoloso per la Terra, passerà vicino a noi in tarda primavera. Alcune previsioni di esperti competenti giudicano che potrebbe perfino essere più luminosa di quella del ’97, la quale tanti occhi, di sognatori e non, ha trascinato a sé.

Purtroppo certi fenomeni non sono completamente prevedibili: già nel 2013 era previsto il passaggio di una grande cometa, denominata ISON, che però venne disintegrata a discapito di previsioni dalla radiazione solare, impedendoci di godere della sua maestosità. Va comunque sottolineato che la traiettoria prevista per Atlas sia molto più distante dal sole rispetto a ISON: fattore che lascia pensare alla (quasi) sicura visibilità.

La sua luminosità è in continua crescita, e il suo colore luminoso tende al verde: sarà osservabile puntando lo sguardo verso nord-ovest, a circa 30-40 gradi di altezza sull’orizzonte, e si farà viva in orari molto comodi, circa due ore dopo il tramonto.

Prepariamoci dunque ad assistere a uno spettacolo “pirotecnico” fuori dal normale, e facciamo in modo che diventi il simbolo di “speranza” (e perché no, di “rinascita”) in una situazione d’emergenza che porta la necessità di farci guardare in avanti e di credere in qualcosa.

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