Sta volta è il collega di opposizione Erbetti (5s) a scagliarsi contro la consigliera Luisa Ciambella, il motivo? L'ex capogruppo Pd aveva cambiato idea sull'approvazione del garante dei detenuti.

In Consiglio comunale è di nuovo tutti contro la Ciambella

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Che cosa avrà mai fatto di male Luisa Ciambella per essere attaccata da tutti in sede di Consiglio comunale? Beh, dubitiamo che possa aver fatto dei dispetti a livello personale, forse gli altri consiglieri non gradiscono il fatto che sia una delle poche – se non l’unica – ad essere slegata dalle catene di partito. Fatto sta che l’ex capogruppo Pd viene spesso presa di mira da quelli che, in teoria, dovrebbero essere i suoi colleghi di opposizione. Ma per quale motivo? Cosa ha spinto prima Barelli e poi Erbetti ad attaccare con metodi anche poco garbati (parliamo pur sempre di una signora) la Ciambella?

Se il buon Barelli si era scagliato contro di lei, impedendole addirittura di proseguire il suo intervento, perché voleva semplicemente porgere delle domande (legittime, tra l’altro) alla Dg Asl Daniela Donetti, Erbetti l’altro ieri si è alterato dopo che la consigliera Ciambella gli ha fatto notare che, forse, stava abusando della Costituzione in merito alla discussione sull’istituzione del garante dei detenuti.

“Ho sentito abusare della parola Costituzione – afferma nel suo intervento la Ciambella – la Costituzione dice tante cose. Parte dal rispetto della persona in ogni luogo, in ogni dove consente di dissentire a prescindere dalle proposte e da chi le fa. Ill tema di oggi è complesso e solo gli stupidi non cambiano idea e non si  pongono dubbi, c’è una parte dell’emiciclo che pensa che forse si devono fare degli approfondimenti e questa non è pratica amministrativa o un’opera pubblica, questa non è missione principale del Comune e qualcuno ha banalizzato addirittura temi come il diritto alla salute. Allora dobbiamo fermare le bocce perché, quando ci poniamo obiettivi importanti come questo, dobbiamo avere pazienza, rispetto e civiltà nell’ascoltare tutti e fare un confronto, nell’interesse vero di assistere i detenuti che devono certamente essere tutelati ed assistiti. C’è però – prosegue la consigliera – anche il tema del personale penitenziario, che deve far fronte in numero ridotto ad un contesto stressante. Credo che tutti quelli che possono dire loro verità debbano ricevere rispetto dagli altri colleghi, senza essere tacciati di chissà quali sovvertimenti o cambi di rotta. La Costituzione ci dice di ascoltare e capire meglio, di solito chi è civile non prende il pallone e se ne va, bensì rimane, ringrazia per l’opportunità di discussione e si confronta. La sintesi non la può trovare da sola la minoranza o, viceversa, la maggioranza, la sintesi la si può trovare solo se si lavora in commissione eci  si confronta trovando un punto di incontro per tutelare sia detenuti che polizia penitenziaria. Questo significa essere maturi, civili e rispettosi della carta costituzionale. Altrimenti, come troppo spesso accade, ci si riempie la bocca con le proprie esperienze ma, di fatto, si dovrebbe avere lo scrupolo di voler dimostrare che quello che diciamo poi lo professiamo e lo incarniamo veramente, in caso contraria diventiamo patetici. Non posso accettare – conclude la Ciambella – lezioni di civiltà da nessuno, in un’assise che decide di censurare o limitare le discussioni che riguardano la città o le competenze delle giunta e del sindaco noi possiamo anche andare ad affrontare tematiche di elevato senso civico, ma bisogna ascoltare tutti”.

Prima di passare la parola, l’esponente Pd lascia anche due considerazioni interessanti: “Io sono stata anche aggredita verbalmente più volte, dimostrando che nei miei confronti non c’è un assoluto rispetto umano prima che politico. La libertà la perdiamo quando smettiamo di parlare di tutto quello che impatta sulla vita delle persone e che noi decidiamo di non vedere, non cambieremo tutto il mondo stasera (con l’approvazione del garante dei detenuti n.d.r.), quindi invito i colleghi a riflettere: si torni in commissione e si dimostri tutti di essere all’altezza dell’ambizioso traguardo che ci siamo imposti. Sia, quella che andremo ad approvare, una carta che rispetti tutte le sensibilità, solo cosi dimostreremo di avere rispetto della Costituzione, altrimenti ne facciamo solo un abuso”.

Oggettivamente, l’intervento della consigliera ha dato lustro ad una seduta caratterizzata da un dibattito di basso livello, quasi scadente. Eppure Erbetti non lo ha gradito, per questo si è lanciato in un’invettiva contro coloro i quali (a conti fatti la maggioranza del Consiglio) volevano l’istituzione di una figura che garantisse i diritti dei detenuti ma anche quelli del personale di Mammagialla.

“Quella che volete è una figura non prevista dalla legge italiana, una figura che dovrebbe tutelare interessi sia del ladro che del derubato. Come se l’avvocato difendesse entrambe le parti, è possibile secondo voi? Rimandare in commissione è una presa in giro, con la scusa di rimandare vogliamo fare un’altra cosa totalmente diversa. Mi dispiace che la Cimabella abbia avallato questa proposta, proprio lei che si batteva in piazza per i diritti dei più deboli adesso sembra aver cambiato totalmente idea. Abbiate il coraggio dire che non volete l’istituzione del garante per i diritti di persone che sono private della libertà perchè secondo voi il carcere deve essere punitivo”. Il pentastellato invita addirittura i consiglieri “dissidenti” a vergognarsi.

Che dire, Erbetti come sempre si dimostra genio e sregolatezza. Stavolta decisamente più sregolatezza che genio. Considerare quelli che dissentono dalla sua proposta come dei feroci carcerieri ai quali non importa nulla dei diritti dei detenuti forse è un po’ troppo eccessivo. Come è stato eccessivo, durante la discussione, il paragone mosso dall’attuale capogruppo Pd Alvaro Ricci, che ha messo sullo stesso piano detenuti e disabili. I detenuti devono essere tutelati ed i loro diritti devono essere garantiti, questo è chiaro, ma è possibile che anche questo argomento diventi un’occasione per fare propaganda politica o, addirittura ideologica? Ma soprattutto, per quale motivo questa discussione è stata utilizzata per attaccare la consigliera Ciambella? Capire le dinamiche politiche viterbesi è sempre un mistero.

 

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