Comincia così buona parte degli autografi che raccontano la nostra storia…

In Nomine Domine Amen

291

Il mese di maggio è quello più favorevole alle scorribande di cavalieri e gente d’armi, un po’perché è più lungo il giorno e un po’ perché la fitta vegetazione tra lago, collina e mare nasconde bene le imboscate, i tranelli e le turpi malefatte per odio, amore o per vendetta.
Si agitano le acque tra le solite famiglie e il Papa e questa volta la battaglia è per il possesso del “Castrum Planzani”.

Si organizzano militarmente i figli di Nicola Farnese, Puccio e Ranuccio contro Ugolino di Montemarte, d’altronde la Rocca è in posizione strategica per il dominio e la salvaguardia del territorio e del potere. Ugolino di Montemarte è già Signore di Corbara, di Monteleone d’Orvieto, di Manciano, di Fabro, discende dalla famiglia d’origine tudertina, vanta possedimenti in Toscana ed è noto cavaliere di ventura. Si scontra a Montefiascone con Matteo Orsini, con i signori Di Vico e di Bisenzio.

Nel suo castello di Manciano produce un buon vino rosso che annaffia gli sponsali delle nobili donzelle del Ducato di Castro e le cene con l’amico Cardinale Egidio Albornoz che sostituisce abilmente durante i viaggi che portano il porporato a Napoli o in Romagna ed è Ugolino ad organizzare i funerali di Egidio ad Assisi.
Con i suoi cavalli e le sue spade percorre in lungo e in largo boschi e sasseti, rive e cime tra Lazio, Umbria e Toscana ma la sua soddisfazione più grande è l’assedio di Viterbo, in città si ricordano altri personaggi della famiglia di Montemarte che intrecciano matrimoni e dentro le mura trovano magnificenti sepolture, una fra tante quella nell’antica cappella della chiesa di Santa Maria di Gradi, di cui parte della memoria sembra essere andata distrutta.
Ugolino, oltre che cavaliere è grande ingegnere, suoi i progetti della rocca di Ancona, Narni, Orvieto, della cinta muraria di Macerata che vedranno la costruzione proprio sotto l’egida del Cardinale Albornoz.

Stemma dei Montemarte

L’assedio di Viterbo e la conquista di San Lorenzo sono il preludio alla battaglia per Piansano, lui, uomo d’onore, onesto, meritevole, viene sconfitto dal vandalico Bertoldo Farnese che distrugge il castrum pur di fermare la contesa spalleggiata militarmente dal Papa.
Da allora, il “ Castrum Planzani” rimane di dominio Farnesiano fino al 1649 e poi torna allo Stato Pontificio, distrutto, annichilito, viene ripopolato da gente proveniente dalla Toscana e in modo particolare dal casentino e dall’aretino, forse si deve a questo l’accento toscaneggiante de suoi cittadini, una veduta di Piansano in questo periodo fiorente è visibile a Palazzo dei Priori a Viterbo, sul soffitto della Sala Regia, in un dipinto di Tarquinio Ligustri del 1592.

La storia della famiglia di Montemarte è una storia affascinante, è una storia che si intreccia con i vissuti dei nostri luoghi e della nostra gente di Tuscia, da Antonio, figlio illegittimo di Ugolino, nasce il nostro bellissimo incrocio col Gran Ducato, con Firenze e con Pistoia, tra Ranuccio e Ranuccio raccontato nei grandi autografi e nei tomi antichi nascosti nei meandri degli archivi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui